Non sono mai stata in Islanda in vita mia ma mi sono innamorata di lei alla cieca, ascoltando le canzoni di Bjork e sognando di riuscire a vedere l’Aurora Boreale.
 Mentre navigavo alla ricerca d’ispirazioni che tenessero vivo questo mio desiderio, mi sono imbattuta in uno store se non altro strano, un concept store che vende Souvenirs.

Interno dello store (Photo Credits by Linda)

Interno dello store (Photo Credits by Linda)

Si, proprio oggetti che (purtroppo) spartiscono la triste categoria con le orrende gondole di plastica, le giga biro con la neve che scende anche se il reperto viene dalle Hawaii e non ultime le poco definite calamite.
 In questo caso però, FÓA è un vero e proprio progetto, una piccola sfida, in un paese dove (da quello che mi pare di capire, eh!) ognuno può coltivare le sue passioni e farle diventare un lavoro senza essere tacciato dal resto della comunità di aver poca voglia di lavorare.
 Così, ho intrapreso uno scambio di mail con Linda e Helga, due ragazze che fanno parte dello staff di FÓA e ho chiesto loro di raccontarci cosa è per loro questa avventura e cosa pensano della loro Islanda.
 Ho scoperto che le due cose sono strettamente legate.

Flying souvenirs (Photo Credits by Linda)

Flying souvenirs (Photo Credits by Linda)

COSEBELLE: Prima di tutto, cosa significa “Fóa” e perché avete scelto questo nome?
F:
 Fóa è il nome islandese che indica la femmina di volpe. Volevamo che il nome fosse sì islandese, ma che non risultasse complicato. Abbiamo poi scoperto che la volpe artica è l’unico mammifero nativo dell’Islanda! Pensa, era presente già dai tempi dell’ultima era glaciale e si è spostata camminando sul mare ghiacciato.

CB: “Concept Stor(i)es” è come se fosse un po’ un libro infinito in cui ogni store racconta una favola che lo compone.
Se “FÓA” fosse una storia, quale sarebbe?
F:
 Fóa probabilmente racconterebbe tante storie diverse sulle cose strane e meravigliose che ci sono Islanda. Potrebbe raccontare la storia di Santa Clause tredicenni che vivono sulle montagne con i loro genitori Troll e i loro gatti, i gatti di Natale. Potrebbe narrarvi di come arrivano in città, uno alla volta, tredici giorni prima di Natale per distribuire regali. Gli Yule Lads potrebbero sbattere la vostra porta mentre state dormendo, oppure potrebbero spiarvi dalla finestra o anche mangiarvi, se non vi comportate bene. 
Poi vi potrebbe raccontare anche la storia degli elfi che scendono sulle loro slitte nella notte di Capodanno insieme alla regina degli Elfi che crea una luminosissima aurora boreale o delle mucche che, in quella notte, si dice parlino tra di loro. Non ascoltatele, un proverbio dice che faccia diventare pazzi.

Candele (Photo Credits by Linda)

Candele (Photo Credits by Linda)

CB: Reykjavik e Islanda. Sembra sempre che sia un po’ una parte separata dal resto del mondo. Tutti pensano che fa freddo e che somiglia a un piccolo paese delle Meraviglie. Ma cosa c’è di davvero interessante in Islanda e cosa è solo frutto degli stereotipi?
F:
 Il più grande pregiudizio è che qui fa freddo. La temperatura media in Islanda non è poi così bassa; le estati sono spesso molto calde e gli inverni relativamente miti. Si resta intorno agli 0° ma magari è più facile che ci siano bufere di neve. Non è però così raro che se sta piovendo o nevicando, nel giro di 5 minuti esca un sole spendente.
 E una delle cose interessanti del vivere qui è proprio questa: la natura è vicina, puoi vedere animali, montagne e respirare aria fresca senza allontanarti troppo dalla città.
 Le condizioni della Natura regolano tutta la nostra vita e le nostre abitudini grazie a nevicate fitte, terremoti frequenti, eruzioni vulcaniche.
 Siamo strettamente legati ad essa e ne siamo anche molto fieri.
L’Islanda ha 320.000 abitanti e la nostra società si fonda proprio sulla vicinanza e l’unione tra ognuno di noi e anche se siamo sparsi un po’ dappertutto ci sentiamo come un gregge di pecore che stanno sempre insieme anche se ci sarebbe posto per sparpagliarsi.

CB: Fóa è un negozio di souvenirs ma le persone di solito non amano i souvenirs e magari li comprano per la nonna  o per la mamma. Qual è lo spirito che guida il vostro progetto?
F:
 Il nostro obiettivo è quello di offrire souvenirs che siano diversi dai normali souvenirs che puoi trovare dappertutto.
 Da noi trovi solo prodotti fatti a mano con materiali grezzi e che hanno una storia da raccontare. La produzione in serie non ci interessa.

CB: I souvenirs sono fatti per farci ricordare un’esperienza e per ridarci ogni volta le sensazioni vissute in quei momenti. Ma che cosa c’è, secondo voi, di magico nel ricordare?
F: Tutto, da un oggetto a un profumo, un odore può smuovere qualcosa nella memoria delle persone. Le foto dei posti che abbiamo visitato, il sapore di una marmellata tipica, il profumo di un sapone fatto a mano con erbe selvatiche, la musica che amiamo e gli oggetti che ci circondano  e che ci parlano ogni volta che li guardiamo.
 Per tutti è bello sentirsi nostalgici e far crescere dentro di sé quella sensazione di felicità che quei momenti richiamano alla memoria anche se ormai quell’avventura è terminata.

CB: Non riesco a immaginarmi dei bambini che pensano “Quando sarò grando aprirò un negozio di souvenirs”. Come è nata questa idea?
F:
 Fóa è nato dall’idea di voler aprire un tipo di store diverso da tutti gli altri quando ci siamo accorti che in Islanda, il mondo dei crafter e dell’handmade, stava prendendo sempre più piede. Credevamo ci fosse bisogno di uno store che promuovesse quei prodotti e così è arrivato Fóa. Non sognavamo di aprire un negozio di souvenirs è vero, ma ora siamo innamorati di quello che facciamo e di come lo stiamo facendo. Lavorare con persone creative e far crescere il nostro piccolo negozio ci dà grandi soddisfazioni.

CB: Infatti, un concept store è qualcosa di vivo che ha bisogno di offrire sempre un’esperienza unica ogni volta. Dove prendete ispirazione?
F:
Osserviamo tutto quello che ci circonda, l’Islanda è piena di persone e cose interessanti e ispiranti. Molti degli oggetti presenti nel nostro store sono connessi alla Natura o comunque rappresentano  l’eccellenza dell’artigianato Islandese. La qualità è quello che cerchiamo sempre e che vorremmo che ognuno si portasse a casa, accogliendo un piccolo pezzo di Islanda.

Mugs (Photo credits by Linda)

Mugs (Photo credits by Linda)

CB: Se aveste dei super poteri, in cosa vorreste trasformare “FÓA”?
F:
 Hai detto super poteri, al plurale, quindi iniziamo! Prima di tutto “Fóa” ha delle ali nascoste sotto la pelliccia e quindi può volare. Gli artisti con cui lavoriamo sono sparsi per tutta l’Islanda e alcuni di loro sarebbero difficili da raggiungere se “Fóa” non usasse le sua ali per arrivare da loro in pochi minuti. Fóa inoltre ha una vista acutissima e può trovare un tesoro anche a 1000 km di distanza e usa questo istinto per scovare i prodotti che trovate nei nostro store. Infine, Fóa può anche fare qualche magia come quando ha incontrato gli Elfi e, dopo averli ipnotizzati, si è fatta dire dove poter trovare una vecchia casa a Reykjavik in cui dei nuovi inquilini potessero iniziare a vivere. Così abbiamo scoperto il posto dove abbiamo aperto il nostro store, in una fantastica casa gialla che ha 110 anni.

CB: Ultima domanda. Cosa dovrebbero portare a casa le persone, come souvenirs, da un viaggio a Reykjavik?
F:
Deve essere qualcosa di molto Islandese, qualcosa che possa far ricordare alle persone il tempo trascorso qui. Se dipendesse da noi sarebbe certamente qualcosa fatto di lana Islandese. Le pecore Islandese hanno un vello particolare, molto utile per realizzare capi che aiutano a stare al caldo in qualsiasi situazione. Non vi pentireste di aver portato a casa una coperta o un paio di guanti che durano tutta la vita.

Furs (Photo Credits by Linda)

Furs (Photo Credits by Linda)

Sicuramente qualcuno starà pensando che nei paesi del nord sono comunque sempre più avanti degli altri, che in certo senso loro possono realizzare i loro sogni più facilmente. Quello che invece ho imparato io da questa chiacchierata è che se vivi in un ambiente in cui tutto è una sfida, ogni ostacolo è uno stimolo e anche l’impresa più astrusa e stramba può diventare realtà.

FÓA – Concept store di Souvenirs made by locals
Dove&Quando: Reykjavik, Laugavegur 2 – Lun./Ven. 10.00-18.00 – Sab. 11.00 – 18.00 – Dom. 13.00 – 17.00
Contatti&Social: foaverslun@gmail.com| FACEBOOK

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