Al primo appuntamento tu ti vesti così :

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Lui così:

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Tu tocchi ferro, ma fingi indifferenza.
Lui ride solo per quello che non fa ridere, ma tu dimentichi all’istante. (Le prime volte, poi scatta la frase : “Che te ridi?!?“) Lui dà libero sfogo a una serie di banalità misto cavolate universalmente riconosciute (di cui si pentirà in un nano secondo), le tue orecchie iniziano a sanguinare, ma tu indossi i tuoi tappi per le traversate oceaniche e vai avanti.
Fortunatamente, in questi casi, e solo ed esclusivamente in questi (ci tengo a precisare per evitare false illusioni) la fase della demenza si esaurisce con l’imbarazzo.
Tu ricordi di avere un iPhone solo alle 4 di mattina. Lo trovi in fin di vita, dopo un centinaio di chiamate e messaggi ignorati e, ad aspettarti a casa, l’FBI chiamata da tua madre (anche lei non è abituata a tanta grazia).

Al secondo appuntamento tu aggiusti di poco il tiro (ma proprio non ce la fai):

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Lui recidivo; pensa che se siete arrivati al secondo appuntamento allora andava bene. Tu sei tentata di chiedergli se fa parte di qualche setta, ma ancora una volta ti trattieni.

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Al terzo appuntamento tu ti rassegni e ti vesti così:

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Lui finalmente ci è arrivato, ma troppo tardi:

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Entri a casa sua e ti viene il ciuffo bianco di Paola Marella e meno male, perchè ci sarà un gran bisogno di te.

Paola Marella

Poco dopo inizia la fase della ripetizione, “Te l’ho raccontato di quella volta...”, arrivi a 50 ripetute (sintomo di grane, amore) e poi reagisci (male). Lui perde sempre tutto e non ricorda nulla, tu lo giustifichi, (prima); successivamente inizi a dargli del pirla (affettuosamente). Lui sbaglia tutti i regali, scegliendo sempre di farsi consigliare dalla persona più lontana possibile da te a questo mondo. Qui fatichi a digerire la cosa, ti ubriachi e ti fai promettere che gli unici consigli che seguirà in futuro saranno i tuoi. Quando guarda “Il Trono di Spade” si identifica con Tyrion Lannister, il nano sciupafemmine. Lui dice che è per l’intelligenza del personaggio, tu glielo lasci credere, ma poi passi pomeriggi interi a riderne con le amiche.

Tyrio Lannister

Mai un fiore e a te (prima) smettono di piacere, (poi) gemi come quando hai le coliche appena vedi una margherita e il tuo motto diventa: “Se son rose è il pakistano“. Tu non hai mai voluto una famiglia, ma inizi a pensare al nome dei tuoi (e suoi) figli. E non si tratta di Anna, Maria, Andrea o Marco, ma di roba forte come: Delfina, Paloma, Cassandra se femmina e Tobia, Amedeo, Tancredi se maschio.

Tu non hai mai pensato al matrimonio, ma ora hai già scelto l’abito:

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Un Alexander McQueen che è qualcosa di mistico con un pizzo di soli, lune e stelle, tutte quelle che speri di vedere passare insieme a lui. E speriamo che lui ti aspetti all’altare così:

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Con te è come stare sempre sotto la doccia e cantare” F.T.
Ogni riferimento a persone o cose, sia chiaro, è puramente casuale.