Parole poetiche, divertenti, sonore, spesso in disuso o semplicemente dimenticate.
Vi ricordate il vocabolarietto nel quale, da provetti scolari, trascrivevamo le nuove parole che incontravamo nello studio? Ecco, ora capovolgiamo quell’idea. Riappropriamoci delle “vecchie parole”, fissiamole nero su bianco per non smarrirle.
Che sia un semplice esercizio stilistico o un modo per arricchire nuovamente il nostro linguaggio ecco le nostre parole “di una volta”.

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PAROLE BELLE Illustrazione di Federica Aradelli

Settimana Enigmistica, il gioco “unisci i puntini”: bene, se ci chiedessero di sparpagliare la nostra vita in tanti puntini, probabilmente ognuno di essi rappresenterebbe una “prima volta”. Il primo giorno di scuola, il primo bacio, il primo viaggio, il primo amore, il primo lavoro e così via dicendo. Una miriade di puntinitanti quanti bastano per raccontare le piccole e grandi avventure che hanno contribuito a determinare chi siamo, o almeno, chi siamo state fino ad oggi.

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UNQUANCO Illustrazione di Elisa Macellari

In questa sequenza possiamo inserire anche i puntini del “non … mai …” prese di posizione che, una volta disattese, mutano in altrettante prime volte. Mai dire mai, quindi. Il momento delle prima volta arriva  sempre. Ora convertiamo il ragionamento in parole belle: se ùnqua era il modo tanto caro a Dante per dire mai, unquanco fa al caso nostro.

unquanco, la definizione Treccani

UNQUANCO – Definizione da  Treccani