Ieri mattina a Roma, all’età di 89 anni, Carla Accardi ci ha lasciati. Vogliamo salutare con qualche parola doverosa un’artista, un’attivista e una grande donna, uno dei nomi più noti dell’arte del secondo novecento italiano, che ha lasciato il segno in alcuni tra i principali movimenti artistici del secolo scorso, dall’Astrattismo all’Informale passando per il Movimento Arte Concreta,  prendendo contemporaneamente una posizione decisa nelle rivendicazioni femministe in Italia. Vogliamo ricordare con poche parole chi era Carla Accardi.

Un’immagine d’epoca del Gruppo Forma 1, al centro una giovanissima Carla Accardi

Carla Accardi, Senza titolo, 1964

Carla Accardi, Senza titolo, 1964

Carla Accardi ha iniziato giovanissima la sua carriera di pittrice. Dopo aver terminato gli studi, da Trapani si trasferisce a Roma e da allora non la abbandonerà più. Nel 1947 la troviamo tra i fondatori e animatori del gruppo artistico Forma 1, a cui aderisce anche il pittore e suo futuro marito Antonio Sanfilippo.

Da allora Carla Accardi non ha mai smesso di dipingere, neppure in questi ultimi giorni, in cui si stava preparando per una mostra in Belgio. Non è stata soltanto un’artista di fama internazionale, ma anche una convinta assertrice e sostenitrice del movimento femminista, che ha contribuito a diffondere in Italia. A partire dagli anni Sessanta infatti si avvicina all’attivismo e fonda insieme a Carla Lonzi il movimento Rivolta Femminile.

Le opere di Carla Accardi sono grandi arazzi post-apocalittici, tele e tessuti imponenti percorsi da colori e forme primordiali, talmente essenziali da essere fuori dal tempo. Ad un certo punto, durante gli anni Sessanta, si allontana dal supporto verticale e, come molti degli artisti del contemporaneo movimento Informale, comincia a sperimentare con entusiasmo i materiali che la tecnologia di quegli anni stava mettendo a disposizione. Si dedica alla pittura su fogli in plastica trasparente, sovrapponendoli, animandoli con forme pure e colori, montandoli, conquistando lo spazio tridimensionale e creando non più tele ma oggetti e sculture.

Proprio pochi giorni fa, alla Galleria Civica di Modena è stata allestita una mostra che espone molti tra i più bei disegni dell’Informale italiano, e tra questi anche alcune opere su carta di Carla Accardi.

Al centro, in verticale, Chiuso sospeso, 1961. Photo credit Angela De Gregorio

Al centro, Chiuso sospeso, 1961, nell’allestimento della mostra modenese (photo credit Angela De Gregorio)