Sottopelle nei mesi scorsi vi ha già parlato di artisti, di stili, di simboli e tradizioni, cercando di farvi vedere più cose belle possibile, affinché i vostri occhi imparino a distinguere sempre meglio un buon tatuaggio da un tatuaggio scadente. Oggi facciamo ancora un passo indietro e cerchiamo di fare chiarezza sulle basi. Cosa succede quando una persona decide di farsi il primo tatuaggio? Cosa è bene sapere?

Oggi cerchiamo di darvi qualche informazione di base, le risposte a qualche domanda frequente, gli strumenti necessari per scegliere il tatuatore giusto per voi e presentarvi al primo appuntamento con l’inchiostro pronti e consapevoli.

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1. Tatuarsi è doloroso?

Inutile girarci intorno, è la domanda più frequente. Sono aghi che penetrano la pelle, quindi la risposta è ovviamente sì. Quanto fa male? Dipende. Dipende dalla soglia del dolore di ognuno, dipende dalle parti del corpo e da vari altri fattori, impossibile fare una classifica universale. Il dolore è causato da un gruppo di aghi che penetrano ripetutamente e rapidamente la pelle, ma è più simile ad una forte e costante vibrazione che non a quello di una iniezione. In ogni caso, dopo pochi minuti ci penseranno le endorfine ad alleviarlo.

2. In quale parte del corpo tatuarmi?

Pensateci bene. Pensatevi tra dieci o vent’anni con il tatuaggio che avete in mente e dove lo volete. È troppo esposto? Lo vedete troppo? Vi stuferete? Perderà la forma originale perché il corpo cambierà? Nonostante si siano fatti molti passi avanti rispetto ad anni fa, in molti contesti i tatuaggi visibili sono ancora un problema, specie dal punto di vista lavorativo. Se avete questo genere di dubbi, scegliete una parte del corpo in cui può essere facilmente nascosto se necessario. Se scegliete di farlo in un punto molto visibile, considerate che – non si sa bene per quale motivo – la gente si sente spesso in diritto di parlarne / giudicarlo ad alta voce come se voi non foste presenti, giudicarvi di conseguenza, a volte anche di toccarlo senza il vostro permesso. Dal punto di vista tecnico inoltre i tatuaggi particolarmente visibili sono inevitabilmente esposti al sole. Il sole è nemico della pelle e dei tatuaggi, quindi se davvero volete farvi una mezza manica, mettete in conto che sarebbe saggio da parte vostra proteggere sempre il vostro inchiostro con della protezione solare, e dovreste farlo più o meno per tutta la vita. Se pensate che sia troppo faticoso, magari evitate.

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3. Come scegliere il  mio tatuatore?

Informatevi. Cercate di capire quale stile vi piace per il vostro tatuaggio e cercate artisti bravi per quello stile. In tutta sincerità però fatevelo dire: se decidete di farvi un simbolo grande quanto una moneta o qualche kanji, quelli li può fare più o meno chiunque. Se l”idea che avete in mente è più elaborata, guardatevi intorno. Se vi capita, andate a qualche convention: non c’è modo migliore di vedere molti artisti all’opera in tutti gli stili possibili e immaginabili. Non scegliete il tatuatore del vostro quartiere solo perché è il più vicino.

Cercate gli studi di tatuaggi della vostra città o delle grandi città da voi raggiungibili e guardate le foto dei lavori. Osservate le linee, devono essere nette e ben definite, dritte dove il disegno lo richiede, non tremolanti e indecise. I contorni devono essere uniformi nello spessore. Guardate i colori, devono essere ben saturi, brillanti, omogenei, pieni, niente buchi. Guardate le sfumature, richiedono grande abilità. Guardate i disegni, le proporzioni sono giuste? La composizione del tatuaggio si adatta bene alla parte del corpo in cui è posizionata? Guardate più foto di tatuaggi possibili, allenate il vostro occhio a riconoscere un tatuaggio ben fatto, anche se il soggetto non è di vostro gradimento.

Nella foto quello "done by a professional" è opera di un artista italiano di cui vi abbiamo già parlato, Lippo Tatto (Frosinone)

Nella foto quello “done by a professional” è opera di un artista italiano di cui vi abbiamo già parlato, Lippo Tattoo (Frosinone)

4. Credo di aver trovato il tatuatore giusto, voglio prendere appuntamento. Come si fa?

Andate a trovare il tatuatore nel suo shop, chiedete di parlare con la persona di cui avete visto i lavori. Parlate a fondo con lui della vostra idea, fategli capire esattamente quello che avete in mente. Se necessario portategli uno schizzo fatto da voi, o da un amico che sa disegnare; portategli foto di tatuaggi di cui vi piace qualcosa, un elemento, lo stile, il modo in cui è disegnato il soggetto. Le cose potranno essere chiare nella vostra testa, ma spiegarle soltanto a parole è molto difficile. Non chiedetegli di copiare il tatuaggio di qualcun altro; molto probabilmente non lo farà comunque. Chiedetegli quanto tempo pensa sia necessario per completarlo, se in una o più sedute. Parlate del prezzo. Per i lavori piccoli potrete concordare un prezzo già definito, per quelli più grandi di solito si quantifica per ore di lavoro. Mettete in chiaro subito se avete una cifra massima da non superare, e lui cercherà (nei limiti del possibile) di regolarsi di conseguenza. Fissate un appuntamento e lasciate un deposito.

Che sia ben chiara una cosa: il vero tatuatore è un artista, non uno che copia un disegno; i tatuatori bravi si pagano, e se necessario si aspetta più di qualche mese per avere un appuntamento con loro. Se volete una mezza manica per 300 euro, probabilmente state sbagliando tutto. State per fare qualcosa che vi porterete addosso per tutta la vita, non è il momento di risparmiare.  YOU GET WHAT YOU PAY FOR.

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5. Il giorno dell’appuntamento si avvicina, cosa devo fare?

Il giorno prima dell’appuntamento e il giorno stesso evitate l’assunzione di alcool, droghe e medicinali come l’aspirina, hanno tutti un effetto fluidificante e anticoagulante sul sangue, e proprio non vogliamo che il sangue non coaguli.

Andate a tatuarvi a stomaco pieno, soprattutto se siete soggetti a cali di pressione. Non ha nulla a che vedere con la percezione del dolore, potreste sentirvi svenire comunque. Nulla di grave, non preoccupatevi: portatevi qualche bustina di zucchero e dei dolcetti da sgranocchiare mentre siete sotto i ferri per evitare giramenti di testa. Alla maggior parte delle persone questo non succede, ma è essere preparati è meglio, evitate il fattore spavento – oddio cosa succede – sto per morire.

Nonostante lo stile possa essere ben diverso, la sala in cui lavora il tatuatore deve essere pulita come uno studio medico. Se lo studio è serio vedrete che tutti i cavi delle macchinette e molti altri oggetti saranno ricoperti da una pellicola di plastica, gli aghi monouso saranno aperti davanti a voi, il piano di appoggio delle macchinette sarà ricoperto di carta monouso, i colori saranno versati in piccoli tappini anch’essi monouso, il tatuatore avrà ovviamente guanti in lattice, la lametta che userà per rasare la peluria dalla parte da tatuare sarà usa e getta. Se qualcosa di questo non accade chiedete spiegazioni, fate domande, e se le risposte non vi convincono, non rischiate.

Il tatuatore raserà la parte da tatuare, lo farà anche se nella parte apparentemente non ci sono peli, bisogna eliminare anche la minima peluria invisibile. Passerà uno stick particolare e applicherà uno stencil con la base del vostro tatuaggio. Assicuratevi che sia esattamente nella posizione che volete, che sia dritto /centrato / simmetrico se necessario. Se ci sono delle scritte controllate più volte che l’ortografia sia corretta. Controllate attentamente. Controllate di nuovo. Spesso siamo troppo abituati al testo scritto per accorgerci di piccoli errori di ortografia. Se non siete soddisfatti della posizione, chiedete di cancellare e riapplicare lo stencil, si può fare infinite volte, non abbiate paura di chiederlo fino a che non siete sicuri al cento per cento.

Ora rilassatevi e fatevi tatuare. Dell’aftercare parleremo un’altra volta.