Dinovember 30 days of dinos

Tre dicembre. Meno ventidue giorni a Natale, ma soprattutto novembre è finito. A novembre se hai un negozio in genere vendi poco perchè si inizia a risparmiare per i regali di Natale, ed è un po’ piatta anche se hai un ristorante perchè ci si mette a dieta in vista delle feste. A novembre non te la passi tanto bene neanche se gestisci una pagina Facebook, perchè è un mese noiosetto e ci sono poche interazioni. A novembre, in realtà, lavori davvero solo se sei Babbo Natale, perchè è il mese in cui ti si intasa la casella postale di letterine chilometriche di bambini sovrastimolati da pubblicità di giocattoli e allestimenti al neon nei supermercati. Anche se, in realtà, quando mi capita di passare tra le corsie dei centri commerciali, non posso fare a meno di notare come una ventina di anni fa i giochi esposti fossero molti di più. O forse solo più voluminosi, e meno elettronici. Per questo motivo, l’ultimo novembre è stato anche Dinovember30 giorni di dinosauri. Cantanti, pittori, attori, cuochi, affamati, maldestri, in fuga. A prima vista giocattoli, che però negli ultimi 30 giorni, hanno preso vita ogni notte, animati da due genitori creativi nel tentativo di convincere i propri figli che i loro giocattoli aspettavano solo che loro andassero a dormire per spassarsela (e fare disastri) in giro per casa. Ora che novembre è finito e i dinosauri sono tornati di nuovo nella cesta nei giochi, rimangono tante belle foto, qualche parete da ridipingere e il dubbio se, sulla scia di Toy Story, questi genitori così creativi siano riusciti a riportare l’attenzione dei figli sui vecchi e amati giocattoli, distraendoli per qualche settimana dalla PlayStation di turno.

Su Cosebelle: Dinovember, 30 giorni di dinosauri

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I dinosauri nottambuli sono anche su Facebook, qui.