Sembrava ieri. E invece sono già trascorsi –addirittura– tre giorni da quando abbiamo detto addio al Ponte di Ognissanti 2013. Praticamente il tempo sufficiente per tornare alla routine e capire quanto abbiamo, assolutamente, bisogno di programmare/ideare un’altra vacanza, un city break, un weekend ALTROVE. Appunto, altrove, magari in una destinazione insolita ma a suo modo storica, tipo Dessau, in Alta Sassonia, una delle tre città tedesche in cui ha avuto sede la scuola per eccellenza del Novecento: il Staatliches Bauhausr, per tutti Bauhaus. Non è necessario essere architetti, designer o creativi per sapere che tra le aule di questa struttura, fondata a Weimar nel 1919, successivamente trasferita a Dessau e chiusa a Berlino ad opera dei nazisti nel 1933, si formarono donne e uomini destinati a divenire maestri nel proprio campo d’azione, al pari dei loro (straordinari) docenti.

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Percezione, colore, pittura, falegnameria, tessitura, grafica, scultura, teatro, tipografia, architettura, decorazione del vetro sono alcune delle discipline e dei laboratori inclusi nel programma educativo del Bauhaus, il cui metodo e gli esiti, in termini di prodotti e creazioni, definirono progressivamente uno stile educativo e progettuale autonomo e nuovo. Ancora oggi, il nome della scuola viene impiegato per identificare una precisa tendenza, indissolubilmente connessa con il movimento moderno.

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Divenuta fondazione nel 1994 e ancora attiva come accademia e come centro culturale (è visitabile in occasione di mostre, eventi e tour guidati), la mitica scuola di Dessau da ottobre 2013 ha messo a disposizione dei turisti il “Prellerhaus”, l’edificio originariamente destinato ad ospitare gli  insegnati più giovani e gli studenti. Qui vissero, tra gli altri, Josef Albers, Hannes Meyer, Marcel Breuer e nel primo livello, il “ladies floor”, personalità quali Gertrud Arndt, Marianne Brandt, Gunta Stölzl e Anni Albers. Suddiviso in 28 monolocali di circa 24 metri quadri ciascuno, il dormitorio è ora un B&B  unico nel suo genere, in cui si può soggiornare, con tariffe davvero competitive, all’interno di stanze arredate secondo lo stile creativo dell’ex abitante e sempre tra arredi originali degli anni Venti. A disposizione anche un ristorante, il Bauhaus Canteen, la cui riapertura è prevista proprio per novembre 2013 e un cafè-bistrò.

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Stanza personalizzata “Josef Albers”

E allora? Siete ancora lì?! Per prenotare è sufficiente inviare una mail: date un’occhiata qui. 😉


Continuate a seguire la rubrica Questo blog non è un albergo a cura delle ragazze architetto e designer di Cosebelle Mag e dedicata alle strutture alberghiere e ricettive – a nostro giudizio – più interessanti, curiose e insolite in giro per il mondo.

Tutte le foto sono estratte dal sito bauhaus-dessau.de