PAROLE BELLE - Illustrazione di Federica Aradelli

PAROLE BELLE – Illustrazione di Federica Aradelli

Parole poetiche, divertenti, sonore, spesso in disuso o semplicemente dimenticate.
Vi ricordate il vocabolarietto nel quale, da provetti scolari, trascrivevamo le nuove parole che incontravamo nello studio? Ecco, ora capovolgiamo quell’idea.
Riappropriamoci delle “vecchie parole”, fissiamole nero su bianco per non smarrirle.
Che sia un semplice esercizio stilistico o un modo per arricchire nuovamente il nostro linguaggio ecco le nostre parole “di una volta”.

UGGIA - Illustazione di Mariachiara Tirinzoni

UGGIA – Illustazione di Mariachiara Tirinzoni

Quando ci si trasferisce in un nuova città, con il passare del tempo e con il contatto con la cosiddetta “gente del posto” si tende inevitabilmente ad immagazzinare nuove parole e nuove espressioni.
L’estremizzazione del fenomeno sfocia nella perdita del proprio “accento” a favore di quello “indigeno”, pratica piuttosto usuale e dai più contestata.
Quello a cui mi riferisco è invece un meccanismo inconscio del quale ci si rende conto solo quando, tornati nella terra natia, amici e parenti ci fanno notare che quel vocabolo proprio non lo conoscono o, almeno lì, non è cosi inflazionato.
Ecco che in questi tre anni di “toscanità” il mio vocabolario si è arricchito e “uggia” è una delle nuove parole adottate.

UGGIA - Definizione da Treccani

UGGIA – Definizione da Treccani