La grande bellezza.

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Roma è piena di suore e di puttane. Questo può essere il facile commento di chi esce dal cinema dopo aver visto La Grande Bellezza. Un film che io non commenterò e non svelerò perché come ben sapete non è questo il senso della rubrica.

Nel film di Sorrentino Roma è piena. Punto. Piena di cibo, di alcol, di droghe e di stanze sature di fumo sigarette. È piena di silenzi e di tesori. Di titoli nobiliari e titoli di giornali.

Toni Servillo nei panni di Jep Gambardella ne La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino

Toni Servillo nei panni di Jep Gambardella ne La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino

Roma è l’opulenza dei fritti d’estate, degli aperitivi nelle terrazze vista Colosseo.

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Ma Roma è di più. È bellezza, certo, ma è anche tenerezza. E di tutto un film fatto di noia borghese e tintinnio di bracciali io vi tiro fuori il piatto che Dadina, la direttrice del giornale per cui lavora Jep Gambardella, mangia insieme allo stesso Jep. Da soli, arraggiandosi sulla scrivania. Un pasto veloce, un piatto riscaldato che scalda il cuore “il risotto è sempre più buono il giorno dopo.”

Ve lo dico io perché. Perché non ha fretta. Perché riposa. Perché nasce da quel pugno di riso in più che abbiamo aggiunto proprio nell’eventualità che poi non avremmo mangiato soli.

RISOTTO AL POMODORO FRESCO

Ingredienti:

350gr di riso
4 pomodori maturi
1 scalogno grande
olio extravergine d’oliva, sale
origano fresco

Facciamo una dadolata di pomodori avendo cura prima di sbollentarli in acqua, privarli dei semi e della pelle. Mettiamo lo scalogno a rosolare nell’olio e aggiungiamo la metà dei pomodori. Dopo circa 2-3 minuti uniamo anche il riso e facciamo tostare. Cuociamo aggiungendo poco a poco il brodo vegetale. A circa metà cottura uniamo i restanti pomodori. A cottura ultimata uniamo una cucchiaiata di origano fresco, se piace.