L’amore (1973) è il primo dei due dischi solisti di Maurizio Monti, autore italiano che negli anni ’70 ha scritto testi e musiche di tante famose hit di Patty Pravo, Gianni Morandi, Anna Oxa, ma anche un concept tratto da Alice nel paese delle meraviglie per il gruppo fusion-prog Perigeo. Impossibile ricostruire in modo ordinato le tappe della carriera di Monti, della sua vita, come accade molto di frequente per tanti autori ancora sconosciuti e avvolti nel mistero dei 70s, si sa molto poco. Ciò che invece non si discute è la sua poetica che attraverso lunghi tappeti oscuri dominati da synth che spesso sovrastano il suono del pianoforte e dell’acustica, riesce a nobilitare il lirismo melò dei testi che, se scritti oggi, verrebbero, forse erroneamente, difficilmente apprezzati.

In L’amore, Monti, racconta dettagliatamente meccanismi di innamoramenti, abbandoni, scoperte dell’altro, incontri, tradimenti. Nulla è accennato, nulla è raccontato in modo allusivo, in Esco con Rosa, uno dei brani più interessanti dell’album, l’autore alterna un canto sofferente a grida di dolore, chiudendo il proprio dramma in versi ripetuti allo sfinimento come “io ti amo/io ti voglio”; esplicito stucchevole, si direbbe, ma qua il taglio è molto diverso, e questo esplicito si immerge nel racconto accurato e minuzioso del vissuto emotivo e fisico di due persone che si amano, pur stando già con altri (occhi cerchiati, la faccia delusa, barba lunga, la solita giacca): “esco con Rosa, mi fa morire, faccio all’amore, ma penso a te”.

Uno dei brani di L’amore che hanno poi consacrato la scrittura di Monti è Morire tra le viole, canzone resa nota da Patty Pravo che, dopo aver preso parte alla trama del brano per lei trasformato in prima persona – dalla terza dell’originaria esecuzione di Monti – ne ha impreziosito e rafforzato la bellezza. Il pezzo, inserito nel disco Pazza idea (1973) – per il quale Monti aveva scritto i testi e le musiche di molti brani – ha un testo molto criptico, onirico, nonostante appaia abbastanza chiaro che, al centro, ci sia la narrazione di un momento di intimità e autoerotismo della protagonista pronta quindi alla primavera con il proprio uomo.


Morire tra le viole, all’interno dell’album, risulta sganciata da racconti dettagliati del reale di cui si diceva quassù, pur inserendosi perfettamente nel fil rouge sentimentale di L’amore. Sulla copertina dell’LP c’è un ritratto che diremmo dandy di Maurizio Monti seduto su un trono, in abito elegante, coi pattini a rotelle al posto delle scarpe: straordinaria immagine di slancio e decadenza, proprio come la fitta trama di synth e aperture vocali dell’album, alternativamente, vorrebbero suggerire, proprio come, di fatto, è L’amore.

L+Amore