Se c’è un’abitudine (sana) che accomuna la maggioranza degli Italiani in viaggio ad Amsterdam è mettere piede in almeno uno degli oltre cinquanta musei della capitale dei Paesi Bassi. Poco importa se spesso si resta del tutto indifferenti al fascino dei luoghi della cultura della città o regione di provenienza: ad Amsterdam, così come in quasi tutte le grandi destinazioni estere, da Londra a New York, da Parigi a Il Cairo, per gli Italiani al museo non si può non andare. Intendiamoci, è certamente appagante per chi ama i musei come la sottoscritta, riscontrare come gli stessi abbiano (o conservino) appeal: ad essere difficilmente digeribili sono piuttosto le differenze, tra paese e paese, in termini di rinnovamento, programmi culturali e investimenti pubblici. Ma questa è un’altra storia, non propriamente bella. Da sabato scorso invece, e qui viene il bello, gli Italiani (e naturalmente non solo loro) che si recheranno ad Amsterdam avranno un motivo in più per essere soddisfatti della scelta: il nuovo Rijksmuseum.

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Rijksmuseum Atrium. Photo credit: Pedro Pegenaute. Image courtesy of Rijksmuseum

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Rijksmuseum Passageway. Photo credit: Pedro Pegenaute. Image courtesy of Rijksmuseum

Forse non è azzardato dire che Rijksmuseum Amsterdam sta ai Paesi Bassi come la Galleria degli Uffizi all’Italia. Raccoglie infatti la più cospicua collezione di arte fiamminga del periodo compreso tra il XVI e gli inizi del XVIII secolo, ma anche significative opere provenienti dal sudest asiatico e una raccolta di arte moderna di tutto rispetto. Anche per questo non sorprende come, dopo dieci anni di lavori e un investimento di svariati milioni di euro, la sua riapertura si sia trasformata in un grande evento, al quale ha presenziato la Regina Beatrice: la sovrana, prossima all’abdicazione, ha simbolicamente varcato per prima l’ingresso del nuovo museo, percorrendo un tappeto rigorosamente arancione.

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Rijksmuseum. Photo credit: Iwan Baan. Image courtesy of Rijksmuseum

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Rijksmuseum. Photo credit: John Lewis Marshall. Image courtesy of Rijksmuseum

L’intervento, curato dallo studio spagnolo Cruz y Ortiz Arquitectos che nel 2001 si era aggiudicato il concorso per il rinnovamento-ampliamento del museo, ha portato alla trasformazione completa dell’edificio e alla ricollocazione della collezione, conservando in un unico caso la posizione originaria: a tornare al “posto di partenza” infatti è solo “La Ronda di notte” di Rembrandt, tra i capolavori del  Rijksmuseum. Per la prima volta nella bicentenaria storia del museo, ora i visitatori possono seguire un percorso cronologico attraverso la raccolta, muovendosi tra 80 gallerie dove sono esposte 8.000 opere, testimoni di 800 anni di storia olandese, dal Medioevo a Mondrian. A questa non trascurabile novità si aggiungono significative modifiche in termini di accesso al museo, con gli ingressi passati da uno a quattro, dai quali si viene immessi in due luminosi atrii. In attesa di vederlo direttamente o di ascoltare almeno i racconti dei prossimi Italiani di ritorno da Amsterdam, questo video raccoglie alcune immagini del riposizionamento de” La Ronda di notte”.

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The Night Watch Gallery. Photo credit: Iwan Baan. Image courtesy of Rijksmuseum

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Cuypers Library. Photo credit: Iwan Baan. Image Courtesy of Rijksmuseum

Rijksmuseum Amsterdam
Museumstraat 1 –Amsterdam
Aperto 365 giorno l’anno, dalle 9.00 alle 17.00