Il 2012 è stato un anno terribile per la gran parte dei mu­sei di arte con­tem­po­ra­nea ita­liani, e il 2013, con le accese po­le­mi­che at­torno al MAXXI o le perplessità  sulla con­du­zione del Ca­stello di Ri­voli, è ini­ziato sotto au­spici per­sino peg­giori. Notizie di crisi ro­vi­nose e situazioni complesse arrivano anche dal MADRE e per­fino dal MART.  In­cu­ria? Im­pre­pa­ra­zione? Man­canza di in­ve­sti­menti qua­li­fi­cati? Insipienza? Qualsiasi sia la causa quando un museo cessa di esistere,  la sensazione che ho è quella di totale sconcerto, nel vedere andare i fumo ciò che per me è una pura esigenza.

Per chi come me vive l’opera d’arte come una ne­ces­sità, esiste un luogo, un museo, in Umbria, un esempio di come poche risorse possono essere gestite e messe a frutto, dove è possibile, vedere arte, respirare arte, parlare di arte, incontrare artisti: un luogo dove è possibile vivere un esperienza estetica completa, dove si può avere un’opinione in­for­mata, consapevole e indipendente, sull’ arte contemporanea. Dove ciò che interessa è il gu­sto per l’osservazione acuta e pe­ne­trante. Dove, per dirla con le parole del suo direttore: “non si seguono passivamente  le tendenze dell’art system, ma sono proposte figure di artisti da sostenere, lanciare o riscoprire”.

Riscoperta, Dialogo, Interpretazione, Sperimentazione, Interrogazione, Relazione. Tutto questo è Palazzo Collicola Arti Visive a Spoleto (Perugia), cuore pulsante al centro dell’Italia, roccaforte di arte e cultura.

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COLLICOLA CAFFÈ, la caffetteria del museo a Spoleto (PG) con l’installazione ambientale realizzarla dall’artista Veronica Montanino. Arredi di ARTWO.

E il merito di tutto questo? E’ del direttore artistico del museo, Gianluca Marziani, critico romano, preparatissimo.  Un tesoro nazionale da tutelare e imitare. Ho avuto il vero piacere di collaborare con lui per la passata Biennale e lo scorso anno, in + 50 SCULTURE IN CITTÀ, un progetto a tratti folle che ha coinvolto l’intera città di Spoleto, nell’ anno di maggior im­passe istituzionale per l’arte contemporanea.  Catalizzatore di energie artistiche, attraverso una capacità comunicativa veloce e dinamica: ciò che stupisce di lui è la sua voglia di condividere, sempre. Un bel privilegio per me e per chi, come me, gli ruota intorno e alle occasioni di dialogo con l’arte offerte dal suo museo non sa più rinunciare.

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Foto F. Briganti

L’ho incontrato di nuovo domenica 17 marzo, per l’inaugurazione della nuova stagione: una meravigliosa antologica di Gastone Biggi, la visionaria personale “Biologia dell’inorganico” di Carlo d’Orta e “La nuova memoria” di Max Ciogli, tre mostre visibili fino al 26 maggio. Un panorama espositivo che si trasforma da una sala all’ altra, in uno splendido connubio tra nuovi e diversi linguaggi, tra pitturafotografia e suono.

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Foto F. Briganti

L’antologica di Gastone Biggi è un tuffo nel colore, ricalca il progetto presentato nel 2011 presso l’Urban Planning Exhibition di Shanghai e seguendo un andamento per cicli tematici presenta tutta la sua produzione, dagli anni Sessanta fino ad oggi, decennio dopo decennio. A chiudere il percorso espositivo il grande ciclo dedicato a New York, allestito nella magica Galleria del Piano Mostre.

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Foto F. Briganti

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Foto F. Briganti

“La Biologia dell’inorganico” di Carlo D’Orta, è un’ accurata indagine sulla fotografia contemporanea: “il suo occhio ragiona con un principio scientifico e un’attitudine pittorica, secondo equilibri complessi mai automatici, sul filo di una razionalità che interpreta i codici del reale, scovando l’ambiguità praticabile tra figurazione e astrattismi”.

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Foto F. Briganti

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Foto F. Briganti

E infine la “Nuova Memoria” di Max Ciogli riflette sul rapporto tra pittura e musica, suono e colore, “indaga la forma dentro lo spazio, lavorando sul confine tra manualità e tecnologismi. Recuperando la dimensione reale dell’oggetto, appropriandosi  della natura viva di una forma, applicando modelli scientifici ad un approccio creativo e liberatorio”.

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Foto F. Briganti

Tre artisti, tre modi diversi di vedere e riflettere sulle nuove formule espressive dell’arte contemporanea, all’interno dello splendido Palazzo settecentesco, che raccoglie la grande memoria di Giovanni Carandente, la sua grande collezione e la sua biblioteca con oltre 70.000 volumi.

Assolutamente da non perdere per chi ama l’arte e la so­stanza cul­tu­rale di cui è composta.

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Palazzo Collicola Arti Visive

Dove & Quando
Piazza Collicola n.1, Spoleto (PG)
Mostre aperte fino al 26 maggio 2013

More info
Palazzo Collicola Arti Visive / Museo Carandente / Appartamento Nobile
tutti i giorni: 10.00-13.00 / 14.30 – 17.00 (chiuso il Martedì)

Piano Mostre
Giovedì | 14.30 – 17.00
Venerdì, Sabato e Domenica | 10.00-13.00 / 14.30 – 17.00 (chiuso il Lunedì, Martedì e Mercoledì)