LE COSE CHE AMO - Illustrazione di Emilia Patrignani

LE COSE CHE AMO – Illustrazione di Emilia Patrignani

C’era una volta il diario segreto, c’erano le lettere scritte ad amiche lontane conosciute in vacanza, e per qualcuno c’era anche la posta del cuore del Cioè; altri semplicemente si tenevano per sè le proprie cose, gelosi di storie vissute che le parole dette o scritte avrebbero solo potuto rovinare, come fossero bolle di sapone nel raggio d’azione di un bambino troppo vivace. Poi vennero Messenger, o meglio MSN, e la chat di Superfighetto che, anche se adesso non ci sono (quasi) più hanno un po’ fatto storia e rivoluzione. Dalle canzoni al jukebox ai link in chat, ma comunque dichiarazione d’amore era, e se adesso anche noi siamo qui con queste pagine e questi pixel rosa cipria un po’ è anche merito loro.
Prima solo i più nerd, poi pian piano anche gli scettici, credo si possano contare sulle punta delle dita di una mano quanti non hanno avuto almeno un account: insomma chisseneimporta se dal vivo non ti conosco, mi piaci lo stesso. Non essersi mai visti ha iniziato a non significare più non conoscersi, e per sopperire al contatto fisico e visivo, oltre a fotografie più o meno camuffate e ritoccate, intervenivano fiumi di parole e di racconti, di quelli che ti fanno sperare che quelle chat non possano mai parlare, altrimenti chissà. Come se all’improvviso raccontare le proprie cose non le svilisse più, e anzi il non condividerle le rendesse meno importanti.
Il resto è storia d’oggi, social network che spuntano come funghi per condividere anche l’incondivisibile. Ma in questo oceano di voci strillate c’è ancora qualche oasi felice, come fossero delle isolette miracolosamente non turistiche. Una di queste è Cowbird, che si autodefinisce community di storyteller, ma anche il più bel posto al mondo per raccontare storie. Storie, non 140 caratteri (nè 160): storie che possono essere immagini, fotografie, parole, voci, suoni, o tutto questo insieme. Può essere una storia d’amore, un’altra storia d’amore, la voce del nonno che racconta l’aneddoto preferito dei suoi nipotini, o una raccolta di polaroid con in sottofondo la voce narrante commossa di un immigrato negli Stati Uniti arrivato in America senza sapere l’inglese e diventato poco tempo dopo un fotografo. Storie che per un qualunque motivo vale la pena condividere, come sfogo, urlo di gioia, testimonianza, monito, o post-it di un’emozione personalissima ma talmente bella che il mondo non può rimanerne all’oscuro. Perchè spesso è così, quelle che spesso e frettolosamente potremmo definire mania di esibizionismo altro non è che un’emozione incontenibile. Nel vero senso della parola.
Stories è una raccolta di umanità, a cui tutti possono prendere parte, decidendo di volta in volta che ruolo assumere, se quello di chi sfoglia con cautela le pagine di un libro prezioso, di chi legge tutto d’un fiato le storie altrui sperando di trovarci un po’ di sé, o di chi racconta a modo proprio quello che gli è successo, con la speranza che il suo piccolo e personalissimo contributo possa rendere questo mondo un po’ migliore. Perchè, quello che stupisce è come quasi tutte queste storie siano piccoli frammenti di positività, proprio quando più sembra che per la positività non sia rimasto spazio.

Cosebelle_Lecosecheamo_Stories_00

Cosebelle_Lecosecheamo_Stories_01

Cosebelle_Lecosecheamo_Stories_02

Cosebelle_Lecosecheamo_Stories_03