La nostra è una generazione disgraziata, come direbbe l’anziano notaio che abita sotto casa mia, quello burbero e rigido, sia di pensiero che di rotula. Io, che sono più giovane, meno burbera, ma ugualmente melodrammatica, azzarderei più un “priva della grazia del pensare leggero”, perché tra crisi economica e demotivazione si deve lottare ogni giorno, ma non è detto che se ne abbia sempre la forza.

“Quando sono a casa” è la nuova rubrica di Cosebelle Magazine, quella in cui vorremmo provare a recuperare motivazione, curiosità, spirito di osservazione e ritrovare ciò che ci è in qualche modo familiare e che ci fa sentire a casa. Casa è dove siamo nati, casa è la nostra terra, ma casa può essere anche la città che ci ha adottati, quella dove ci sentiamo più liberi, più potenti, quella che ci ha dato un lavoro, più affetto, più vita. Io vi racconterò della Terra di Bari, dove sono nata, per mostrarvi i particolari di un sud che può essere tormentato, ma anche bello e ispirato. E poi arriverà anche il vostro turno e condivideremo quello che ci fa sentire sereni, per imparare a sentire il senso di casa anche quando si è dall’altro capo del mondo.

L’inaugurazione, caso fortuito, avviene esattamente ad un mese dalla primavera. Non so se ne sono proprio contenta, ma considerando che mi manca sempre qualche punto percentuale per il 100%  di completa felicità non me ne meraviglio più di tanto. Ma le avvisaglie, i primi sentori di cambiamento, quelli sì che mi piacciono.

La nuova stagione si preannuncia con l’odore delle pasticcerie, perché qui si va al sodo; si ok, che belli i fiori, le farfalle bianche sulle margherite, l’aria di mare, il vento fresco, il sole sulle chianche bianche che ti acceca, ma la primavera arriva solo quando arrivano le zeppole. Una tradizione prettamente meridionale tipica della festa di San Giuseppe, il 19 marzo; un bignè regolare, fritto o al forno, crema pasticcera in abbondanza e una amarena a guarnire.

Zeppole di San Giuseppe di Molfetta

Quando sei a casa e ti portano le prime zeppole della stagione, quelle ancora piccole e timide, che devono ancora crescere, non c’è tendenza malinconica che tenga. Lasciate che l’indice e il pollice prelevino l’amarena e poi affondate labbra e naso nella crema e nello zucchero a velo.

 A volte la propria casa è fatta anche solo di zucchero.