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Da oggi parte Come Mai, la nostra rubrica della posta del cuore, e non solo.
Ci siamo accorte che ci ammorbavamo con i nostri dubbi, con i consigli dati all’una e all’altra per i motivi e i problemi più disparati. Ci siamo accorte che qualsiasi fosse il magazine o il quotidiano, tutte li sfogliavamo veloci fino ad arrivare alla rubrica delle lettere, più o meno seria che fosse. Ci siamo accorte che lì ci trovavamo pezzi di vita nostra, consigli ma anche un po’ di morbosa voglia di guardare il nostro vicino dalla finestra, nella speranza di trovarne uno che stesse peggio di noi in modo da tirare su un piccolo respiro di sollievo perché forse non tutti i drammi ci capitano solo e soltanto a noi. Cosebelle poteva quindi andare ancora avanti senza una rubrica così? Come Mai vuole essere tutto questo. Il vostro muro del pianto, il vostro gruppo di auto-aiuto, quello in cui alla fine ci si abbraccia tutti virtualmente e ci si sente un po’ più leggeri perché condividere vuol dire tirare fuori un po’ di cose pensanti e metterle sul tavolo. E la cosa bella è che poi quelle cose pesanti rimangono lì, sul tavolo, perché capiamo che non ci servono più, o non ci sono mai servite.
Oggi tocca a Marianna, che per prima ci ha scritto, ma voi non perdete tempo e scrivete tutte le vostre paturnie, incertezze, dubbi, al nostro indirizzo mail comemai@cosebellemagazine.it. E non preoccupatevi, we are family.

Cara Comemai,
voglio sottoporti la mia situazione. Da un mese circa mi sono trasferita dal Centro Italia, dove vivevo col mio ragazzo, a Roma, dove lavoro con un contratto precario di due mesi. Nel frattempo al mio ragazzo hanno offerto una promozione al lavoro che comprende un contratto a tempo indeterminato a Milano. Per me nel 2013 non si può dire di no a una proposta del genere, ma lui non ama molto il suo ambiente di lavoro e preferisce vivere il più vicini possibile, nonostante magari fra tre settimane io potrei restare a casa e poterlo comunque raggiungere a Milano. Insomma, è un po’ come nella storia dell’uovo oggi o della gallina domani. Io sono per la gallina. Lui no. Come fare a convincerlo ad accettare? Ma poi… è giusto che io insista?
Aiutami tu!
Marianna

Cara Marianna,
il tempo non ci da mai una mano… mica potevano fargliela fra tre settimane questa proposta?
Mi sembra di capire che il tuo “insistere” corrisponda perfettamente alla categoria “lo faccio per il suo bene”. Lo so che il posto fisso è ormai una chimera, e assomiglia sempre di più a quell’albero attorno al quale Ulisse costruì la sua casa, ma siamo sicuri che sradicarlo da dove vive ora (e dove comunque vivresti tu fra un mese) sarebbe la soluzione giusta? Se poi l’ambiente di lavoro non gli piace nemmeno, perché mandarlo addirittura altrove e lontano da te, visto che è dove vorrebbe stare? Ho visto molte persone cambiare città per lavoro e ho visto molte persone imbruttite e cariche di stress ed ansia perché quel lavoro non gli piaceva. Queste persone mi hanno sempre fatto molta “pena” perché erano in effetti più tristi di molte altre che magari avevano un contratto a progetto ma amavano quel lavoro. Credo sia questo il nodo centrale.
Secondo me dunque insistere ha poco senso, a meno che questa proposta sia a livello economico e di posizione un’ottima occasione da potersi poi giocare nell’ottica di guardarsi intorno. Ma allora il posto fisso c’entra poco.
With love.

Illustrazione di Roberta Zeta