Si è chiusa lunedì la 37° edizione di Artefiera, l’importantissimo appuntamento bolognese con il mercato dell’arte contemporanea. Ed è ora di tirar le somme. Quest’anno la fiera si è presentata in forma ridotta, due padiglioni e solo 130 gallerie, meno adesioni, ma col vantaggio di una maggiore fruibilità.

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ARTEFIERA 2013 | Foto Francesca Briganti

Moltissimi comunque i visitatori, che hanno affollato anche quest’anno i padiglioni, superando così tutte le aspettative, di chi credeva che la fiera internazionale più longeva d’Italia quest’anno soffrisse un vero flop da crisi per presenze e vendite. Ed invece Bologna è sempre una bella opportunità da sostenere e difendere. Anche se tanti sono i grandi nomi assenti e molto poche le presenze straniere, sia in termini di espositori che di collezionismo. D’altra parte lo spauracchio della crisi, torna nei discorsi di tutti e a dircelo a “chiare lettere” è la celebre scultura di Robert Indiana, tra la più fotografate della fiera, che al suo celebre ”LOVE” sostituisce “ HOPE” .

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ARTEFIERA 2013 | Foto Francesca Briganti

Perché di speranza, in un momento di crisi, ce n’è tanto bisogno.

Ma è anche ora di cambiare. E allora la proposta è quella di un Arte Fiera tutta nuova, a partire dalla coppia di neo-direttori Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti che presentano un insieme di rivoluzioni e ritorni al passato. Partendo da un forte accento sull’italianità, davvero una bella sorpresa e una grande intuizione la riscoperta delle “Storie Italiane”, selezionate da Laura Cherubini e Lea Mattarella per la mostra interna alla rassegna e la sezione, ben riuscita, dei “Solo Show”, realizzata da giovani gallerie che propongono progetti focalizzati esclusivamente sulle opere di un unico artista.

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ARTEFIERA 2013 | Foto Francesca Briganti

E poi gli artisti Italiani contemporanei, sognatori, visionari. Berruti con le sue fragili figure, Peter Demez ed i suoi specchi di legno che rendono stabile l’effimero, ed i guerrieri, raffinatissimi, di carta di cotone e acciaio, di Sergio Fermariello, per citarne alcuni.

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ARTEFIERA 2013 | Foto Francesca Briganti

Tra gli artisti internazionali, l’assoluto splendore del grande arazzo di William Kentridge che rapisce il mio occhio e monopolizza gli scatti del mio smartphone.

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ARTEFIERA 2013 | Foto Francesca Briganti

Fuori dalla fiera, come ogni anno, c’era una città che pulsa arte contemporanea, con mostre di ogni genere che invadono Bologna con i percorsi di “Art city“, attraverso l’Università, l’Accademia, i luoghi storici di Bologna invasi dal contemporaneo. Molto suggestivi i Masbedo con “Gelo” alla Pinacoteca Nazionale . E poi c’è SetUp, all’ Autostazione di Bologna, la prima attesa edizione della nuova fiera d’arte contemporanea indipendente, che ha avuto i suoi risultati e “predispone le basi per il cambiamento”, come dice il suo nome, con i scena i giovani artisti e le gallerie emergenti.

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ARTEFIERA 2013 | Foto Francesca Briganti

Dunque quest’anno un’ ottima Artefiera, che punta al genio Italiano e presenta le nostre eccellenze all’interno di un panorama ricco di proposte, in un contesto dinamico ed eterogeneo, fatto di gallerie provenienti da tutto il mondo che urlano arte e colori.

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ARTEFIERA 2013 | Foto Francesca Briganti

Storie Italiane” è stata davvero la sorpresa che aspettavo, secondo me la strada giusta da seguire: proporre i grandi nomi dell’arte moderna e contemporanea, le grandi avanguardie storiche del Novecento italiano, i grandi maestri come Manzoni, i tagli di Fontana, le splendide combustioni di Burri, gli specchi di Pistoletto e poi Fabro, Paolini, le grandi e raffinate mappe di Boetti, Pascali, Pomodoro, Pisani, Morandi, De Chirico, le fluorescenti vernici colorate dell’ Accardi, Sironi, Carrà, De Chirico, Tucato, Dorazio, Perilli, Sanfilippo, Afro, Vedova… e vorrei nominarli davvero tutti, perché questo è il patrimonio che il mondo ci invidia, sono questi i nomi presenti nelle più grandi collezioni e nei musei di tutto il mondo, le nostre bellezze, il nostro passato e inscindibilmente il nostro futuro. È necessario rileggere l’arte Italiana per capire chi siamo e dove vogliamo andare. Perchè il nostro Paese ha fornito da sempre i più bei nomi dell’arte al palcoscenico internazionale.

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ARTEFIERA 2013 | Foto Francesca Briganti

“La bellezza salverà il mondo” è una delle frasi più celebri della storia della letteratura mondiale, fatta pronunciare da Dostoevskij al protagonista de L’Idiota, il principe Miškin. È un paradosso costitutivo tra bellezza e disperazione. E si sposa perfettamente con i tempi che ci troviamo a vivere. Con la stessa fiducia smisurata nei confronti dell’arte dell’idiota, anch’io sostengo che “La bellezza salverà il mondo“ e chi se non l’Italia può conquistarsi il primo posto in paradiso?

L’Italia ha un patrimonio artistico sublime e irripetibile, e se è vero che il valore di una terra è ciò che essa offre, noi siamo il paese più ricco del mondo, ma non sfruttiamo la nostra risorsa principale: è un po’ come avere una miniera d’oro e usare le pepite come fermacarte impolverati.

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ARTEFIERA 2013 | Foto Federica Tega

L’eccellenza raggiunta dalla nostra arte ed il valore dei suoi artisti sono riconosciuti ovunque. E’ un patrimonio immenso, che ci appartiene e che dobbiamo amare, tutelare e soprattutto sostenere e pubblicizzare. Perché l’arte riesce ancora a stupire.

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ARTEFIERA 2013 | Foto Francesca Briganti

Promuovere e tutelare la nostra cultura non è un diritto, bensì un dovere. E’ qualcosa che dobbiamo agli artisti che hanno contribuito e che contribuiscono a renderla tanto bella. Proteggere la nostra cultura significa tutelare noi stessi significa e raccontare al mondo non solo dei nostri problemi, ma anche delle COSE BELLE che ci circondano. Vuol dire amare e amarsi anche con i nostri difetti e difficoltà.