Parole poetiche, divertenti, sonore, spesso in disuso o semplicemente dimenticate.
Vi ricordate il vocabolarietto nel quale, da provetti scolari, trascrivevamo le nuove parole che incontravamo nello studio? Ecco, ora capovolgiamo quell’idea. Riappropriamoci delle “vecchie parole”, fissiamole nero su bianco per non smarrirle. Che sia un semplice esercizio stilistico o un modo per arricchire nuovamente il nostro linguaggio ecco le nostre parole “di una volta”.

Prendete un pomeriggio di pioggia, di quelli in cui il massimo dello sforzo fisico tollerabile consiste nel cambiare canale alla tv.
Aggiungete la brutta abitudine di scegliere film, ma anche libri, in base all’attraenza o meno del loro titolo.
Detto ciò guardate “Il castello errante di Howl”, il titolo fa già sognare e comunque vada Hayao Miyazaki è sinonimo di garanzia.
Il risultato? 119 minuti di purezza, un mix di fantasia e poesia ed un’immancabile parola nuova.
“Ehi, ma avete sentito…? Martha quella ragazza della città a sud… il cuore le è stato ghermito da Howl”.
La parola bella arriva veloce, alla quattordicesima battuta e si ripete come un fil rouge.
Retaggio del mondo animale, da preferire ai sinonimi come rapire e catturare, probabilmente non cosi inusuale ed estrosa come credo, ma nell’utilizzo contestualizzato alle “faccende amorose” si carica di un fascino antico e del potere di restare impressa.

Cover: Federica Aradelli
Illustrazione: Flaminia Cavagnaro