Osculare

Parole poetiche, divertenti, sonore, spesso in disuso o semplicemente dimenticate.
Vi ricordate il vocabolarietto nel quale, da provetti scolari, trascrivevamo le nuove parole che incontravamo nello studio? Ecco, ora capovolgiamo quell’idea. Riappropriamoci delle “vecchie parole”, fissiamole nero su bianco per non smarrirle. Che sia un semplice esercizio stilistico o un modo per arricchire nuovamente il nostro linguaggio ecco le nostre parole “di una volta”.

Catullo ne cantava le virtù ma può (anche) essere inerente alla matematica.
La pronuncia non è proprio dolce e di primo acchito può sembrare che si stia parlando di pratiche esoteriche ma in realtà il significato è tutt’altro che sinistro.
Se la massima “…In fondo, che cos’è un nome? Quella che noi chiamiamo una rosa, con qualsiasi altro nome, profumerebbe altrettanto dolcemente” dovrebbe più o meno essere sempre valida, con la parola di oggi forse anche Shakespeare in persona esiterebbe, prediligendo il più comune sinonimo.
Il lontano antenato, infatti, non ha lo stesso impatto e non porta con sé la stessa componente romantica ma non per questo va dimenticato, motivo per cui ve lo presento:

Cover di Federica Aradelli
Illustrazione di Flaminia Cavagnaro