Si è appena conclusa a Torino l’edizione di Artissima 2012, la fiera internazionale che si propone come: “un osservatorio sulla migliore ricerca nel campo delle arti visive e un evento culturale imperdibile per addetti ai lavori, appassionati d’arte e per la stampa”.  A partecipare, gallerie da tutto il mondo, con le proposte più “interessanti” della scena dell’arte contemporanea  internazionale.

50.000 presenze quest’anno. Dinamica e sperimentale Artissima è la fiera d’arte contemporanea italiana più importante e  significativa, insieme a Bologna Artefiera, l’unica internazionale. La migliore per ricerca nel campo delle arti visive. Con proposte di livello anche e non solo all’interno del padiglione fieristico. It’s Not The End Of The World: “non è la fine del mondo” è il titolo scelto che racchiude tutti i progetti che interagiscono con la fiera nei maggiori musei della città e lancia un modello che risponde con ottimismo alla crisi e prende in giro i Maya.

Molti l’hanno definita l’edizione più interessante, in realtà tra tante “cose belle” c’era anche ciò che arte non è… Così impazzano le polemiche nel web sulle proposte presentate da molte gallerie. E ben vengano dico io, questo vuol dire che il meccanismo della visione, quello che attiva le sinapsi e ci fa dire “questo è bello”, funziona ancora. Vuol dire che il nostro senso critico non è assopito, o seppellito dalle scelte curatoriali di qualche “audace” addetto ai lavori. Non tutto ciò che si propone nei musei, nelle gallerie, è arte, anzi è ciò che fa più male all’arte e a chi crede nell’arte. L’estetica non va trascurata. Il valore di bellezza assoluta sta nell’idea come nella rappresentazione dell’idea.

Ora partendo dal vostro senso critico, giudicate voi cosa è IN e cosa è OUT.