Vi piacerebbe dormire in una stanza dal sapore vintage?
In 16 delle 70 camere del Feeling Hotel Luise di Riva del Garda è possibile farlo, grazie all’intervento dello studio Mi9. Partendo dalla necessità di rinnovare gli spazi interni di questo hotel a conduzione familiare aperto nel 1959, i progettisti Eleonora Orodizzi e Andrea Miserocchi, attivi dal 2004 nei campi dell’architettura e dell’immagine e dal 2005 parte integrante di Centrale Fies (vi ricordate CHE F.I.C.O?), sono arrivati a dare forma alle atmosfere evocate dal Daily Planet, da Clark Kent e Lois Lane.

Il revamping delle stanze, così come il nuovo ristorante dell’albergo, il“Millelire”, si ispirano alle grandi passioni dei proprietari: l’arte, i libri e le etichette da valigia d’epoca. A quest’ultime spetta un posto di rilievo e non solo perché la committenza ne possiede oltre 1800 esemplari, di cui 350, datati da metà ‘800 agli anni ’60, sono esposti nella hall dell’hotel. Proprio questi oggetti, su cui un tempo veniva impressa la memoria del viaggio, hanno guidato lo studio Mi9 verso il tema vintage. In ogni Type Room ne è stata riprodotta una, da cui dipende anche il colore delle pareti. Gli arredi, disegnati su misura, riprendono le linee anni ’50, mentre le lampade da ufficio tradizionali, la mitica Lettera32 di Olivetti e le sedie DSW degli Eames concorrono a definire una dimensione d’altra tempi.

L’ idea di accrescere la raccolta di etichette del Luise con una decina di pezzi contemporanei, ha stimolato progettisti e proprietari ad invitare un giovane illustratore per realizzarne, di anno in anno, un nuovo esemplare:  Giordano Poloni è stato scelto nel 2011,  Alice Lotti nel 2012.

L’etichetta da valigia di Giordano Poloni, 2011


L’etichetta da valigia di Alice Lotti, 2012 (per la prima volta online)

Il tema del viaggio anima il ristorante, provvisto tra l’altro di un raffinato spazio a vista per lo show cooking. Il soffitto è stato decorato con una mappa urbana stilizzata, le cui linee spezzate sembrano originare i grandi lampadari chandelier della sala, adatta ad un massimo di 150 coperti.

Per alloggiare qui l’abbigliamento vintage non è indispensabile! 😉

Photo credits: Pippo Marino

 

Post scriptum
Ci piacciono i viaggi e abbiamo scelto l’architettura come campo di indagine (e come mestiere). Fin qui vi abbiamo raccontato queste due passioni selezionando occasionalmente ostelli e hotel, cominciando con uno rotolante
!Questo blog non è un albergo” è la nuova rubrica di Cosebelle Mag dedicata alle strutture alberghiere e ricettive – a nostro giudizio – più interessanti, curiose e insolite in giro per il mondo.
Le ragazze architetto e designer di Cosebelle Mag.