Gargantuesco

Parole poetiche, divertenti, sonore, spesso in disuso o semplicemente dimenticate.
Vi ricordate il vocabolarietto nel quale, da provetti scolari, trascrivevamo le nuove parole che incontravamo nello studio? Ecco, ora capovolgiamo quell’idea. Riappropriamoci delle “vecchie parole”, fissiamole nero su bianco per non smarrirle. Che sia un semplice esercizio stilistico o un modo per arricchire nuovamente il nostro linguaggio ecco le nostre parole “di una volta”.

L’autunno è decisamente arrivato.
A ricordarmelo non bastavano giornate uggiose, alberi caduchi e stormi di migranti.
Mutatis mutandis il mio appetito è notevolmente (spero non irrimediabilmente) aumentato.
I pasti light che mi appagavano sotto l’ombrellone sono ormai un lontano ricordo, l’orso bruno che è in me si è risvegliato e sembra lottare contro il tempo per accaparrarsi più provviste possibili in previsione del nuovo letargo.
Ora, appurato che la mia fame non è sintomo né segnale di quant’altro che non sia la mia golosità, la parola di oggi è alquanto calzante:
Aggettivo dal suono buffo, rimando un po’ grottesco, smodato come il suo significato.
Lontane origini spagnole dove la correlazione con la garganta (italica “gola”) è esplicativa.
Fratello (o per l’esattezza padre) meno noto di “pantagruelico”, stessi natali letterari e identica accezione.
Tra i nostalgici del suo utilizzo troviamo anche la spietata Elle Driver di Kill Bill vol 2, rammaricata del suo raro utilizzo:

Illustrazioni di Federica Aradelli