Intervista a Luca Zevi, curatore del Padiglione Italia alla 13. Mostra Internazionale di Architettura

Come promesso la settimana scorsa, eccoci a parlare del Padiglione Italia, grazie all’intervista che ci ha concesso il suo curatore, l’architetto e urbanista Luca Zevi. Ci tiriamo fuori dal polverone suscitato dal ritardo della sua nomina, ufficialmente avvenuta -solo- il 3 maggio 2012 (forse qualcuno dovrebbe spiegare al Mibac che il nome Biennale fornisce una valida indicazione del tempo ritenuto utile per organizzarne una?). In fondo la polemica non ci interessa, anche se rimane un pizzico di rammarico nell’immaginare per l’Italia un allestimento più accattivante con maggior tempo a disposizione (impossibile non fare paragoni, per esempio, con la Russia a Giardini). Nel tirare le somme, diamo comunque un giudizio positivo del padiglione curato dal Presidente dell’Inarch Lazio  , noto per aver realizzato il Memoriale ai caduti del bombardamento di San Lorenzo del 1943 a Roma e progettista del Museo Nazionale della Shoah.

Il padiglione, scandito in quattro sezioni che ricordano il ciclo naturale delle stagioni, si apre con un rigoglioso sottobosco, un gradevole giardino “all’italiana” di 800 mq dove sostare prima di intraprendere il percorso espositivo. Si comincia con l’omaggio a Adriano Olivetti, mecenate illuminato che fu abile nel coniugare il mondo dell’industria con quello dell’architettura, promuovendo la qualità dello spazio di lavoro, seguito dalla presentazione di alcune realtà produttive nazionali e delle loro sedi, a loro modo esemplari. Si arriva quindi ai luoghi virtuali del Bel Paese, evocati dal gruppo interattivo dei Gran Touristas. Cultura dell’ambiente, Made in Italy, e, non ultimo il tema della sostenibilità, rappresentato da un impianto fotovoltaico e da un’insolita distesa di Spin Bike che alimentano il padiglione, sono i punti di forza della versione nazionale del tema Common Ground.

Mentre gli alberi dorati si ingobbiscono sui cigli delle strade e i sandali aperti lasciano spazio alle Converse, noi che amiamo le Cose Belle sorridiamo con la speranza di una nuova Primavera.

Foto di Giulia Milza | A cura di Giulia Milza & Valentina Silvestrini