Benoit Cezard e un’ipotesi per il futuro.

La Cina. Una superpotenza economica, in crescita esponenziale, senza nessuna intenzione di fermarsi.
Mentre l’Europa trotta prudentemente a 25 all’ora con tante soste in autogrill, la Cina sgomma imboccando l’autostrada in equilibrio su due ruote, facendo saltare tutti gli autovelox.
E come tutte le superpotenze economiche, e neanche questa è una novità, gli immigrati arrivano a fiotti.

Ma qui nel Celeste Impero la situazione è particolare; gli stranieri arrivano per ricoprire cariche importanti, lavori di rilievo, posizioni prestigiose, per fare business approfittando della florida situazione che la politica delle porte aperte continua a permettere.
Impossibile incontrare un pasciuto tedesco (o irlandese, canadese, spagnolo…) che abbia lasciato la sua vita precedente per tentare di ricominciare qui arrabattandosi con qualche umile mestiere, accontentandosi di ciò che riesce a trovare, adattandosi ai lavori di fatica.
Impossibile, insomma, trovarsi davanti a ciò che in Occidente è niente più che la norma.
Ma si sa che le cose non restano mai come sono troppo a lungo.

Benoit Cezard ha voluto mettersi avanti, e pensare a un’ipotetico futuro, uno in cui la situazione si è ribaltata.
Siamo nel 2050. Gli ‘ospiti’ occidentali sono ora spazzini, venditori ambulanti, donne di servizio, giardinieri; rotolati giù dalla scala sociale che ha visto la popolazione cinese arricchirsi sempre di più.

Plausibile?

Forse sì.