Ad osservare questa foto viene spontaneo chiedersi come mai, Jacques Herzog (da destra), Ai Weiwei e Pierre de Meuron, capaci in Cina di proporre  uno stadio in forma di nido d’uccello, il Bird’s nest e a tavola di virtuosismi con calici di cristalli, a Londra abbiano optato per vanga e badile.

© Herzog & de Meuron and Ai Weiwei Image © 2012 Iwan Baan

© Herzog & de Meuron and Ai Weiwei Image © 2012 Iwan Baan

Inaugurato da pochi giorni, il loro Serpentine Gallery Pavilion li vede indossare i panni degli archeologici appassionati, quelli desiderosi di sporcarsi le mani alla ricerca di glorie passate. Nel loro caso le testimonianze risalgono al poco remoto 2000, anno in cui la celebre galleria londinese ha inaugurato una tradizione, quella del  proprio padiglione estivo, destinata a riempire riviste di settore e aule universitarie.  Da allora, i maggiori architetti del pianeta –  da Zaha Hadid a Kazuyo Sejima da Oscar Niemeyer a Rem Koolhaas, solo per citarne alcuni, si sono passati il testimone nel verde di Kensigton Gardens, presentando le proprie variazioni sul tema.

© Herzog & de Meuron and Ai Weiwei Image © 2012 Iwan Baan

I tre progettisti dell’anno del Queen Diamond Jubilee, il tripudio di patriottismo, parate e cappellini  appena concluso, scavano cinque metri al di sotto del manto erboso e ci fanno entrare in una sorta di tana. Certo, non troveremo cunicoli o riserve alimentari, ma pur sempre uno spazio simile ad un nascondiglio.  A popolarlo compaiono undici colonne (più una), l’emblema dei padiglioni fin qui realizzati, alcuni piccoli sgabelli somiglianti a tappi (o sono  funghetti?) e una teoria di gradini-panche di varia altezza e di ancora più varia geometria. Mai sarebbe potuta mancare la copertura a un’architettura come questa, destinata più a proteggere che a stupire: fino al 14 ottobre quanti prenderanno parte alle attività culturali promosse dalla Serpentine, potranno rimirare il cielo senza puntare gli occhi in alto. L’acqua del tetto-piattaforma, a quasi un metro e mezzo da terra, farà da specchio alle nuvole londinesi.

© Herzog & de Meuron and Ai Weiwei Image © 2012 Iwan Baan

Ad assegnare un – ormai indispensabile – valore di ecosostenibilità al padiglione entra in scena il sughero. Il materiale, scelto per tutti i rivestimenti, si adatta alle diverse curvature della zona coperta e – coincidenza! – è impiegato proprio nei tappi dello spumante (e qui torniamo agli sgabelli di cui sopra).  A quanti di fronte a tutto ciò sentono salire la nostalgia canaglia per il decennio che fu, riproponiamo qualche immagine dei bei tempi andati. God Save the Queen e, già che c’è, pure l’estate alla Serpentine.

In senso orario: Serpentine Gallery Pavilion 2000 by Zaha Hadid, Photograph © Hélène Binet >> Serpentine Gallery Pavilion 2001 – Eighteen Turns by Daniel Libeskind, with Arup, Photograph © Hélène Binet >> Serpentine Gallery Pavilion 2002 by Toyo Ito and Cecil Balmond – with Arup, Photograph © Sylvain Deleu

In senso orario: Serpentine Gallery Pavilion 2009 by Kazuyo Sejima and Ryue Nishizawa of SANAA, Photograph © James Newton>> Serpentine Gallery Pavilion 2010 by Jean Nouvel, Photograph © John Offenbach >> Serpentine Gallery Pavilion 2006 by by Rem Koolhaas and Cecil Balmond, with Arup, Photograph © John Offenbach