La prima cosa bella

A marzo c’era il sole, il weekend si andava al mare, le biciclette uscivano dal letargo, e i cappotti erano già troppo pesanti. Adesso le ballerine al mattino dormono volentieri qualche ora in più, lasciandomi uscire con un paio di Converse ai piedi, che tanto prima di sera senz’altro pioverà. Adesso i gelsomini avrebbero voglia di profumare ma un vento di cui non conosco il nome li travolge, e allora tornano ancora un po’ in letargo pure loro.

Le cose cambiano, ma non sempre c’entrano le stagioni.

Spesso c’entrano le persone che amiamo, quasi sempre il destino. Se così si chiama.

Spesso, e per puro caso, riceviamo più di quanto avremmo potuto desiderare nel migliore dei nostri sogni; non altrettanto spesso, e per pura sfortuna, perdiamo più di quello che avevamo ricevuto, molto più di quanto avevamo pregato in silenzio di poter non perdere mai. Ogni tanto succede, quando meno te lo aspetti, quando le cose più importanti le devi ancora fare, e non fai neanche in tempo a salutare.

Giusto il tempo di un’ultima carezza incredula, terrorizzata, tremante e silenziosa.

Le cose importanti non hanno quasi mai un ufficio oggetti smarriti: quelle fatte, quelle attese e rimandate, quelle sognate ad occhi aperti, ma anche quelle più piccole, che si affacciano alle nostre giornate senza che noi neanche ce ne accorgiamo.

Troppo impegnati, arrabbiati, contenti; troppo spesso distratti.

L’addetto alla restituzione delle cose importanti è quasi sempre in aspettativa o, nella migliore delle ipotesi, in ferie: dobbiamo cavarcela da soli e fare in modo di avere sempre a portata di mano una piccola lente di ingrandimento che ci aiuti a scovare a qualsiasi ora di qualsiasi giorno le piccole cose belle della vita, magari sommerse tra le bollette, i biglietti del treno e i problemi di ogni giorno, ma pur sempre importanti.

Tante volte io le ho lasciate andare, assorta com ero in altre cose, altrettanto belle, se non di più, ma molto più semplici da scovare perchè immensamente più grandi.

Adesso, in un manicomio di non so e di perché, credo di aver capito che queste piccole cose siano le poche che hanno il potere di salvare la vita e per questo motivo le mie le voglio raccogliere qui perché altrimenti, disordinata come sono, finirei col passare il resto dei miei giorni in coda all’ufficio oggetti smarriti. Meglio incontrarsi qui, ogni lunedì, per fare in modo che tutto ciò che durante la settimana precedente non è passato inosservato possa essere il primo piccolo pensiero positivo per iniziarne una nuova con il sorriso.

[I don’t know exactly where you are right now, but I hope you could still read Cosebelle over there]

Illustrazione di Giada Fiorindi.