APRILE

Truman,
lo so, è passato tanto tempo e ho bene in mente cosa penserai adesso. Penserai che certi silenzi devono rimanere tali, che le smancerie da anniversario sono intonate solo nelle canzoni country. E tu il country l’hai sempre odiato…
Sei partito un giorno senza dire nulla, hai percorso l’unica strada della nostra cittadina e sei scomparso lungo la provinciale, come fossi uno sbaglio, il passaggio di un acquazzone oppure un miraggio. Tirava un vento appiccicoso quel giorno, me lo ricordo come fosse oggi. Ti ho odiato di un sentimento feroce, ho pianto come fossi diventato orfano e ti ho sognato per lunghissimo tempo.

Truman,
so tutto e per certi versi potrei anche darti ragione, ma te lo devo dire: ieri ho finalmente trovato gli occhiali a raggi X.
Te li ricordi, amico? Erano pubblicizzati sull’ultima pagina dei nostri giornaletti sconci, li accompagnava la strana illustrazione di una donna con degli improbabili mutandoni e una didascalia giurava che con quelle diavolerie avremmo potuto guardare oltre i vestiti delle persone. Avevamo l’età giusta per ritenere che sotto la gonna di ogni femmina si celasse un segreto e così, per un paio di estati, li abbiamo cercati con grande impegno, ma erano sempre esauriti.
Brutte notizie, Truman: non funzionano.

Una settimana fa ero da Sam, il tizio della drogheria – sempre lui, dieci anni fa come adesso – e curiosavo tra gli scaffali. Al vecchio è presa la strana mania di frequentare tutte le aste della contea, non si è ancora capito cosa cerchi, alcuni sostengono che stia impazzendo per via di certe lettere di sua moglie Susan.
Ma fammi andare con ordine. Susan – caviglie grosse e sorriso emiparetico – da un giorno all’altro si dilegua dalla città, lasciando la drogheria sfornita e il cuore del marito a pezzi.
Lui all’inizio si disfa di tutto quello che le è appartenuto e paventa l’arroganza scontrosa degli sconfitti, mentre ad ogni passo due rughe profonde gli si imprimono sulle guance, come fossero tagli di una lama affilata.
A distanza di qualche mese, però, nel pieno di alcune notti di coperte ghiacciate, Sam inizia a pensare alle lettere che lei gli scriveva e le vorrebbe tornare a leggere, bagnandole delle lacrime che non riesce a piangere. Le ha date via e non riesce a perdonarselo, così inizia a collezionare le storie di altri: cartoline sgrammaticate, cianfrusaglie vintage, cerbiatti in ceramica dalle orecchie sbeccate e altissime pile di foto impietose che, se sono appartenute alla vita di sventurati non diversi da lui, potrebbero a buon diritto essere anche sue.
Con l’ultimo lotto ha caricato sul furgone tanta di quella roba inutile che si è addirittura vergognato di esporla sugli ultimi scaffali della drogheria e l’ha lasciata di fianco alla spazzatura, spalmata al muro come i resti di un urugano. Mentre pagavo la mia stecca di sigarette, l’ho notata e mi sono avvicinato: dal cartone più prossimo ai miei piedi uscivano un paio di occhiali a raggi X. Li ho riconosciuti subito, mi è sembrato un segno e li ho indossati.

Niente, Truman. Nessuna mutanda.
La vita a raggi X è identica a quella vista ad occhio nudo. Qualche vuoto da riempire, qualche vuoto a rendere… Niente di più, amico.
Ho un figlio, da qualche anno. Mi piacerebbe che tu lo conoscessi: i vostri silenzi si assomigliano in maniera imbarazzante. Si chiama Cielo Truman, l’unico nome – sostiene sua madre – che con una virgola e un punto esclamativo al posto giusto potrebbe diventare un’imprecazione.
Ti confesso che mi fa pensare ai nostri pomeriggi di cicale, sdraiati su prati secchi e polverosi, mentre il cielo scorreva fluido come un fiume e noi fantasticavamo sulla bellezza di un mondo a raggi X.

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Parole di Camilla Ronzullo – Zelda was a Writer

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2 Commenti

Commenti dell'articolo
  1. bellissimo racconto
    amo come le tue parole si trasformano in immagini nella mia mente insieme ad sensazioni e odori <3
    -Tirava un vento appiccicoso quel giorno
    -nel pieno di alcune notti di coperte ghiacciate
    -Ti confesso che mi fa pensare ai nostri pomeriggi di cicale, sdraiati su prati secchi e polverosi, mentre il cielo scorreva fluido come un fiume
    meraviglioso
    bacio
    Antonella

    Antonella - attimi di letizia on 29 maggio 2012 Reply

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