#6 Milano ha una sorella con gli occhi a mandorla.

Three walkers, stool and tea table | Hou Zhengguang, fondatore di  Mooma Design| anno 2010 | Legno di noce

Arriva il giorno in cui ti svegli e le granitiche certezze di tutta una vita iniziano a vacillare. Tranquilli, qui non stiamo per parlare di drammi esistenziali o catastrofi emotive. Piuttosto si tratta di riflettere su indizi e tracce in grado, nel breve/lungo periodo, di condurci verso esiti inattesi. Procediamo con ordine. Ad inizio settimana le agenzie di stampa battono un aggiornamento anagrafico su Milano: gli Hu sarebbe diventati più numerosi dei Brambilla. Sul web molti si interrogano sul valore della notizia, altri la utilizzata a proprio piacimento – segnalo il “Brambilla Pride” andato in onda a GDay, su La7 – mentre il Corriere della Sera chiarisce, a stretto giro, come il sorpasso cinese non sia poi una novità.

Out of nothing | Yuan Yuan Studio | anno 2011 | Mobilio “pieghevole”  che confonde, come per magia, il 2D con 3D; può aumentare o diminuire  le dimensioni dei mobili, anche integrando i pezzi nello spazio.  In pelle, alluminio, plastica, calamita e cerniera. Photo credits: Yuan Yuan Studio

Tutto questo succedeva (più o meno) mentre si inauguravano il Salone Internazionale del Mobile a Rho/Pero (Mi) e la mostra “Slow Seating: Contemporary Chinese Design”, in zona Tortona. Oltre 60 i lavori raccolti dal curatore dell’esposizione, Zhu Xiaojie, vice presidente del China Furniture Design Committee e presidente del Shanghai Furniture Design Committee, per lanciare un messaggio dal sapore riconciliante: il mondo superi i pregiudizi sull’industria dell’arredamento cinese. In altre parole, sediamoci e riflettiamo sul futuro del design.

L’allestimento di Slow Seating—Contemporary Chinese Design | Photo credits Alessandro Grassani per RCS Media Group

Bamboo Elegance Divan | designer Chunzai Design |anno 2009 | In olmo |

E così la sedia, oggetto essenziale nell’ambiente domestico cinese, diviene l’efficace espediente per mostrare il volto creativo del paese asiatico. L’invito a sedersi riflette la necessità, sempre più avvertita in Cina, di ripristinare un legame con i metodi e gli scenari tradizionali, messi in crisi dalla fagocitante corsa produttiva. Premesse queste che aiutano a capire il senso del logo dell’evento: un panda seduto e di spalle, ovvero un erbivoco dal temperamento mite, capace solo di gesti lenti.

Wing Chair, la sedia in cui lo schienale scompare, permettendo al corpo di giocare liberamente con le curve dell’oggetto | Designer: Wu Qihua (Wu Wei) e Nada Liu (Liu Yinan) + Wu Qihua + Liu Yinan | 2009 | In  resina, fibra di vetro, vernice

Il risultato è, per molti versi, sorprendente. Innanzitutto è alla cultura cinese che, in maggior parte, attingono i designer selezionati, un gruppo di donne e uomini, eterogeneo per età, ambito progettuale e provenienza geografica.  Guardando in primis al proprio, sterminato, patrimonio questi progettisti  danno il loro contributo per il superamento del più radicato pre-concetto occidentale sui cinesi, quello che li etichetta come un popolo di abilissimi riproduttori di creazioni d’altri.

Shell Chair combina struttura e funzione in modo organico, interpretando la sedia come un oggetto armonioso capace di andare incontro alle esigenze della natura | Designer Nip-Khiu Lien (Liang Yeqi) fondatore di LL Design Lab | 2011 | Photo credits: LL Design Lab

Drinking rainbow, sgabello alto, la cui base in porcellana è costituita da un vaso cinese, tradizionalmenteusato  per i rami di fiori di susino | Designer: Hai Chen, ceramista e designer, fondatore di Blue Shanghai White, una società basata sull’impiego di metodi ancestrali che crea opere e prodotti senza tempo, con un tocco di modernità | 2009/2010 | In legno e porcellana

Nell’ esposizione le memorie della dinastia Ming, ineguagliato periodo di splendore delle arti cinesi, si affiancano alle sperimentazioni materiche, l’impiego della porcellana di Jingdezhen si coniuga con l’uso di legno, bambù e carta; si gettano le basi per un nuovo artigianato locale e non si tralascia neppure l’uso di materiali  riciclati.

Porter for kid chair, sediolina-cestino porta giocattoli | Designer: Yang Wanli & Huang Lusha | 2011| In ABS

Pensate che tutto finirà con la chiusura della mostra? L’alleanza Italia-Cina va invece rafforzandosi e lo attestano viaggi di Stato ed incontri bilaterali. Anche il design fa la sua parte e non a caso sarà Milano la “città ospite d’onore” al prossimo Beijing Design Week, il festival dedicato a creatività ed innovazione, in programma ad autunno. Insieme – Hu, Brambilla e non solo – si può.

Slow Seating—Contemporary Chinese Design
From “Made in China” to “Designed in China” @Spazio Ex- Ansaldo, fino a domenica 22 aprile 2012

Beijing Design Week al Salone del Mobile di Milano è anche:
– B2B Forum: “Let Design become the best business”
– Red Star Dream Factory: Red Star D2C
– Milano Design Workshop
– Beijing – Milano Sister Design Week Evening: Milano “Città ospite d’onore” alla Beijing Design Week 2012