Oltre ad essere perfette, facciamo anche ridere.

Tra le tante cose che per anni sono state esclusivo appannaggio di persone nate maschi, c’è la satira. Come se le donne non fossero capaci di avere un occhio critico solo perchè portano il mascara. Poi è arrivata Pat Carra, classe 1954 e ha cambiato le regole a colpi di matita.

Un esordio negli anni Settanta, come si conviene, quando finalmente il mondo si è accorto che c’erano altre cose che sapevamo fare, oltre a portare avanti la specie. Da allora, ha collaborato con le più autorevoli riviste femministe, come “Noi donne”, e si è fatta notare sui quotidiani, con le sue strisce taglienti come rasoi. Oggi Fandango Libri raccoglie in un libro i pensieri in immagini di Pat e a leggerlo tutto di un fiato ci si ubriaca di vita.

Perchè Pat ha una dote rara, quando tutto va male e ti viene voglia di prendere a badilate degli sconosciuti, presa da una irrefrenabile voglia di sangue, lei esorcizza il dolore a colpi di risate, fino a quando non fa più paura. Certo è un riso amaro e a volte isterico, quelle delle donne armate da Pat. Sono – come scrive – “avanguardie spiritose, bisbetiche, femministe sovversive”, che hanno in comune la rinucia al vittimismo e il disprezzo del compromesso.

Suore, streghe, donne velate, prostitute, tutte in un grande concerto di parole, pronte a discutere con gli uomini di sesso, potere, denaro, una schiera di militanti armate che conoscono il potere dell’ironia e marciano assieme.

La liberazione avviene nel passaggio da oggetto a soggetto.

Chiunque voi siate, una risata vi seppellirà.