WITH LOVE, OTTA.

” Tu fammi sperare che piove e senti pure l’odore…” Negramaro

Piove.

E io amo la pioggia.

Sono partita con il treno questa mattina per andare al lavoro e a casa faceva quasi caldo: il cielo era uggioso ma niente pioggia.

Sono quindi arrivata a Cadorna e pioveva. Ero senza ombrello. Tutti si lamentavano, ma io ero felice. Anche senza ombrello.

Mi sono ricordata un pomeriggio di domenica di anni fa, in giro a NY con la mia amica brasiliana, che mentre le amiche inglesi erano quasi spaventate per qualche goccia, lei prendendomi sotto braccio  mi disse ” we are latinan girls, we are not scared of the rain”.

Pioggia per me ha il sapore dei tè caldi e di biscottini al burro. Ha il sapore di malinconia, là dove è intesa come una calda coperta di cachemire sul divano, dove poterti scaldare. E’ l’acqua che bagna le mie piante, sul balcone.

Pioggia sa di legna bagnata e camini accesi, e di aria che profuma di muschio.

Pioggia come gioco di pozzanghere e mantelle per proteggerti, ma non proteggerti così tanto , che un po’ di acqua fresca sul viso è bella.

Pioggia come quei giorni alle elementari con le luci al neon accese e le tabelline da imparare.

Pioggia come giornata ideale per un piatto di gnocchi al ragù e vino rosso.

Pioggia come Londra quando pipove che sa di favole e maghi, New York quando piove che quando piove piove tanto, tetti bagnati, Milano e i navigli tamburellati di goccioline.

Pioggia come il lago un po’ annebbiato.

Profumo di matite temperate.

Capelli arruffati e qualche ricciolo ribelle.

Buon Lunedì.

Questa settimana è pazzescamente convulsa, di quelle che ancora un po’ e non hai nemmeno il tempo per fermarti e chiederti cosa si sta facendo.

Di quelle che in teoria senti l’ansia che ti assale, che parte dallo stomaco, prende l’esofago e fa partire una tachicardia senza speranza.

Domani Roma, tanto per cominciare, sperando nella buona riuscita dell’evento.

In caso venisse male conto di ubriacarmi da sola con tutto il vino Querciabella ordinato e fare indigestione di canapè vegetariani.

Poi ho una cenetta a base di bucatini che mi aspetta subito dopo con la Vale. Questo vizio, o abitudine, di trovare l’aspetto culinario nelle città che visito per lavoro, mi è stato trasmesso dalla mia mamma.

Ricordo che ero in procinto di affrontare l’ennesimo viaggio di lavoro per Jil Sander e mia madre, sentendomi imprugnosita e con nessuna voglia di fare alcun giro clienti, mi disse di scovare le specialità locali, comprarle e poi portarle a casa, che avremmo fatto una cenetta a base di leccornie tipiche, poi.

E in effetti questo trucco funziona: anche quando vado a Parigi, tappe obbligate sono le gastronomie per comprare tè, tisane e fois gras.

Ormai, perfino quando vado a Lugano, a fare la benzina mi fermo nel loro supermercatino a cercare ghiottonerie da prendere.

Per il resto presentazioni, settimana della moda milanese, preparazione per Parigi.

Questa mattina verso la stazione mi ripassavo i giorni che dovrò stare via da casa, gli outfit da portare, lo shampoo da prendere ma soprattutto gli amici che mi aspettanto lì, con tanto di coccole confortanti: Camilla, incintona del secondo nano, Alessandra e Sara, per una cena ad alto tasso alcoolico e gossip. Il buon Sortino, per una full immersion dei vecchi tempi e qualche chiacchera sulle ultime news modaiole.

Quetsi due giorni appena passati sono volati, e più ci penso, più sono convinta che il weekend dovrebbe durare, per par condicio, tre giorni almeno.

Sono arrivata a domenica sera pensando: è tutto qui? Già finito?

Ho persino fatto theta healing stando al telefono mezz’ora con Miami, per sommo gaudio della Vodafone: funzionerà?

Io provo tutto.

So solo che per ora sì è avverato il fatto di fare sogni strani, subito dopo.

E un’apparente calma mi ha invaso.

Pure la lacrima facile, ma quello non vale, perchè è un mio marchio di fabbrica.

Venerdì sera con un’amica speciale, abbiamo cenato con una meravigliosa sopressata e una zuppa calda piena di coccole.

Chiacchiere. Recap di attimi. Progetti e progettazioni.

Insomma, un classico venerdì sera tra amiche, con tanto di caminetto acceso. Si sposa tra un anno, e io credo che mi proporrò di farle da flower girl entro quella data: ovviamente solo a condizione di avere uno di quegli abiti pannosi e voluminosi.

Sabato invece mi sono innamorata di Hugo Cabret, e di tutti i personaggi che popolano questo meraviglioso film, fiaba post moderna e piena di soavità.Se poi accompagnato da popcorn in abbondanza e coca cola gigante, è una doppia libidine.

Ma è stato domenica che ha sintetizzato ciò che io chiamo: una domenica perfetta. Sundays were made for friends. Mai espressione fu più adatta. Abbiamo avuto un lovely lunch con i nostri amici e la loro missbiscottina, che è proprio una delizia. Che bello fare la zia. Soprattutto quando la polpettina in questione è morbida e paffuta, simpatica e bella.

Poi ho cucinato: uuuu che libidine, ho cucinato un sacco!

Il menù prevedeva le cocotte al pain perdue e camembert, con marmellata di ribes, minestrone di verdure con passatina di basilico e cialde di parmigiano, torta brisè di zucca prosciutto e parmigiano, puntarelle con pesto di alici, e la mia pavlova ai lamponi- superba, ma se penso che per farla questa volta ho dovuto ricominciare il procedimento 3 volte, facendo fuori 9 uova…continuavo a romperle male, dividendo confusamente gli albumi dai tuorli…ma tutto è bene ciò che finisce bene.

Ma andiamo ai fornelli.

Delle cocotte e della pavlova le ricette sono già state pubblicate quiqui.

Nel carrello della spesa: verdure tante verdure fresche. basilico in abbondanza. Aglio. Sale aromatizzato (io ho usato quello alla malva blu). Iniziate facendo un leggero soffritto nella pentola che poi userete per la cottura. una volta che il profumino di aglio e la carota si sposano per benino, unite le altre verdure e coprite di acqua. Fate cuocere ad oltranza, per circa 30-40 minuti a fuoco dolce. Unite salvia, sale aromatizzato e basilico.

A parte fate un piccolo passato di basilico e prezzemolo. Con il mini pimer, facendo attenzione però a non frullare tutto, passate il vostro minestrone, lasciando ovviamente delle verdure intere, per non togliere la croccantezza.

Per le cialde di parmigiano: semplicissimo. Parmigiano gratuggiato, carta da forno, placca da forno e forno a 180°C. Con il parmigiano gratuggiato formate delle cialde di 7 cm di diametro e infornate per 8 minuti. Togliete dal forno, aspettate 2 minuti che si raffreddano e potete così staccarle dalla carta da forno.

I love orange Zucca pie

Nel carrello della spesa: un rotolo di pasta brisè – se avete tempo, ben venga farlo a mano. ma se ci possiamo semplificare la vita, why not?, zucca, possibilmente già a pezzi, 1 uovo, pan grattato, parmigiano gratuggiato, prosciutto cotto.

Stendete la pasta brisè e cospargete il fondo con un po’ di pan grattato.

Fate cuocere la zucca con un po’ di acqua, e sale, fino a quando non sarà morbidissima.

Scolatela e in una ciotola aggiungete l’uovo, il porsciutto cotto tagliato grossolonamente, il parmigiano gratuggiato. Mischiate. Versate il composto nella pasta brisè, e infornate a 180°C per 20 minuti circa. Servite tiepida.

Per le Puntarelle e il loro pesto: c’è da premettere che io amo le puntarelle.

Lui ed io ce le litighiamo, di solito.

Di solito anche le mangiamo così  crude, come mamma natura le ha create. Questa volta invece avevo delle alici meravigliose prese alla drogheria di corso magenta, le ho mischiate con un po’ di olio evo, e aceto aromatizzato al timo.Ho giratomischiato, schiacciato, il tutto con una forchetta. Ed è ottimo. Crea dipendenza. Soprattutto per chi ama le alici, come me.

Madeleines al pesto verde

Nel carrello della spesa.
tabasco
fleur de sel

pepe nero

lavanda
100 gr di farina 00
2 uova
3 cucchiaini di lievito chimico
2 cucchiai di olio EVO
20 gr di burro fuso
2 cucchiai di parmigiano grattuggiato
4 cucchiai di latte

Pesto di basilico fresco
Andiamo ai fornelli:
Mescoliamo tutti gli ingredienti con l’aiuto di una frusta. Lasciate riposare poi il composto in frigorifero per 40 minuti.
Preriscaldate il forno a 240°C. Versate un cucchiao di impasto in ogni alveolo della placca per le madeleines. Infornate a 220°C per 5 minuti. Abbassate a 180°C per altri 5 minuti.

Bene: e ora seating sfilata, recall evento, lista fotografi..what else?
Ah si, mangiare il mio pranzo.

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