Il nuovo bambino di Daniel Glattauer

Mi sento esattamente come il protagonista di “In città zero gradi”. Fa un freddo cane e io devo partire per un posto ancora più gelido di qui, è Natale e dovrò affrontare il parentado riunito stile angeli dell’Apocalisse che soppeserà la mia anima ponendomi la fatidica domanda: “E ora che finalmente ti sei laureata che COSA farai?”. Devo lasciare i miei gatti a casa da soli e non so come fare perchè, è vero che sto fuori solo due giorni ma è ancora più vero che loro soffrono di obesità conclamata e l’unica cosa che fanno oltre dormire è mangiare. Finiranno le scorte prima del tempo e moriranno di stenti?

Ecco, così dev’essersi sentito anche Max, il protagonista del nuovo romanzo di Glattauer, quando, sperando di ingannare il freddo e le festività decide di partire per un paradiso tropicale. C’è un piccolo dettaglio che gli sfugge però: Kurt, il suo cane. Come fare? Chi si prenderà cura di lui. Anche se non è obeso dovrà pur mangiare!

Nè Max nè Kurt potevano sapere che sarà proprio da questo impasse che scaturirà un incontro che cambierà la vita a tutti. Un pò come un miracolo di Natale questa commedia degli equivoci, edita da Feltrinelli, non smette di stupire dalla prima all’ultima pagina, riuscendo forse (addirittura) a riconciliarci con l’oscuro periodo delle festività e, perchè no, anche con il gelido inverno.

Pare che a Glattauer le condizioni climatiche avverse portino fortuna, prima con “Le ho mai parlato del vento del Nord” e adesso con “In città zero gradi”. Speriamo che valga anche per i suoi lettori (e per i miei gatti!).