Una tira l’altra.

Due frutti “cugini”, uno adatto ad essere mangiato così com’è, la ciliegia, l’altro, l’amarena, adatto per usi culinari.
Provengono da due diverse specie botaniche e pare sia stato il generale romano Lucullo, quello appunto famoso per i pasti “luculliani”, ad aver trasportato i primi alberi dall’Asia Minore, più precisamente dalla città di Cerasonte (da cui il nome dialettale della ciliegia “cerasa”)

Quello che Lucullo forse non sapeva era che una dieta ricca di ciliegie favorisce il sonno e ritarda gli effetti dell’invecchiamento (per il suo contenuto in melatonina), aiuta la circolazione e previene l’infarto (grazie agli antociani che le regalano il suo colore rosso vivo) ed è ricca di vitamina C, che contrasta la ritenzione idrica e  limita le conseguenze dello stress.
Oltre al frutto rosso, della ciliegia si usano anche i peduncoli essiccati al sole: se ne prepara un ottimo decotto che viene utilizzato come potente diuretico, come medicinale per cistite e artrite e per insufficienza renale.

Parliamo di un frutto molto dissetante, con poche calorie e che fa bene alle nostre gambe!

Veniamo alla differenze: la ciliegia “dolce” nasce dal Prunus avium e si divide in due grandi categorie: le tenerine, più piccole e chiare, e i duroni, di diametro maggiore e più scuri
Il frutto matura da maggio a giugno in diverse varietà, dal graffione bianco piemontese, di colore giallo chiaro, al durone di Vignola, nerissimo, passando per la IGP di Marostica, la pugliese Ferrovia e la barese di Turi; proprio in questi giorni (25 luglio) si raccoglie la varietà più tardiva, la ciliegia di San Giacomo.

Le ciliegie “acide” si dividono invece in tre categorie: le amarene, le visciole e le marasche.
Dalla stessa specie di albero, il Prunus cerasus, nascono quindi le ciliegie più acidule, più adatte all’industria conserviera che le utilizza in tantissimi specialità regionali.
Nel mio personalissimo ricordo di bambina, mia nonna metteva le amarene sotto zucchero al sole per alcune settimane e per tutta l’estate potevamo gustarci del meraviglioso sciroppo sul gelato…

Altri prodotti tipici sono alcolici: il dalmata Maraschino, il Ratafià piemontese e la Ratafia abruzzese (ottenuta da succo di ciliegie e Montepulciano d’Abruzzo), la svizzera acquavite Kirsch, l’anglosassone Cherry Brandy e altre ancora.
L’accoppiata vincente è però col il cioccolato: vi ricorda qualcosa una pralina con ripieno di ciliegia leggermente alcolica?

Lasciamoci però con la ciliegina sulla torta, l’ammirazione tutta giapponese per i ciliegi in fiore (hanami), presenti in tutti i cartoni animati della mia infanzia!