Let me swim into your pool.

Ci sono vari stadi di delirio estivo dato dalla consapevolezza che le vacanze, di qualsiasi natura esse siano, sono ancora lontane.

C’è la responsabile accettazione, ok, poi la fase della spasmodica ricerca di una piscina, anche gonfiabile sul balcone, di una qualsiasi pozza d’acqua dove infilarsi anche per un’ora, che sia la pausa pranzo o il pomeriggio tardissimo a mezzora dalla chiusura. A ciò segue una fase terminale, quella di chi, per un motivo o per un altro, non può nemmeno andare in pisicina e allora, davanti al computer del lavoro/studio, non riesce a non farsi del male andando a sbirciare le fotografie di altri, di piscine di altri e soprattutto contenenti altri, raccontando a sé stesso quella storia non così vera per cui i sogni a volte sono meglio della realtà.

Beh, se vi siete ridotti al terzo stadio, affrontate con me quest’iter tremendo e un po’autolesisonista tra le piscine di tutti e per tutti, adulti, bambini, animali e persino peluches (ok, sì, quelli per ora ve l ho risparmiati)

Se siete al quarto stadio scrivetecelo, cercheremo per voi una soluzione, magari in 3D.