Quanto è felice il nostro pianeta?

Tanto si sente discutere, negli ultimi tempi di catastrofi e referendum, di energie rinnovabili, crescita sostenibile e nuovi modi di fare politica ed economia. Gli studiosi si dividono tra: i fermi sostenitori di una economia capitalista e di una crescita continua (che ormai sta mostrando tutti i retroscena poco appetibili); quanti affermano che ormai siamo talmente fottuti che l’unico modo per venirne fuori è uscire dal sistema economico e imparare ad accontentarci, ed auspicano una decrescita; e infine quelli nel mezzo che propongono un nuovo modello di crescita, orientato alle esigenze del pianeta e perciò sostenibile.


Aspettativa di vita.

Insomma, il punto è che qualcosa deve pur cambiare. E la paura che accompagna questo imperativo è quella di vedersi di colpo togliere privilegi e lussi a cui ormai ci siamo abituati, in parole povere abbiamo il timore che questo cambiamento ci porterà infelicità. Ma è davvero così?


Impatto ecologico.

Gli studi condotti dal nef e consultabili sul sito Happy Planet Index ci svelano una realtà diversa, per alcuni versi confortante. Non solo le aspettative di vita e il benessere generale, ma anche la soddisfazione degli individui non è in rapporto diretto con il PIL, strumento in genere utilizzato per calcolare il “benessere” di una nazione.

Poveri e contenti? Forse. Ma forse sarebbe più giusto smettere di pensare alla ricchezza in termini materiali, guardarci allo specchio e capire quanto sia ricca, nel senso pieno e reale del termine, la nostra vita.

“…io preferisco mille volte avere un nuovo amico che una macchina nuova” (cit.: Cornelius Castoriadis, filosofo)


Soddisfazione rispetto alla propria vita.