Gli assistenti degli stylist.

Questo non è il solito post di Piccoli Mostri. Ciò che mi muove è più compassione che incazzatura. In questi anni ho visto decine e decine di assistenti trattati nei modi peggiori al mondo per cui mi limiterò a raccontarvi una delle storie più salienti per poi trarne le dovute considerazioni.

Londra. Una cara amica era assistente personale di tale famosissimo fashion director di un magazine super figo. Tra i tanti soprusi la suddetta amica era costretta a stampare tutti i look di tutte le collezioni di ogni stagione, ritagliarli tutti uguali e appenderli in un cartellone, alla faccia dell’ecosostenibilità e del rispetto per l’ambiente. A volte era costretta a riempire valigie e valigie di vestiti e correre da un punto all’altro della città, che non è certo piccola, per consegnarli ai vari showroom, senza avere nemmeno il rimborso dei soldi spesi per i mezzi pubblici, per non parlare di quelli dati all’ortopedico, per la schiena spezzata dalla fatica.

Un’altra volta il capo le chiese di andare a prendere dei soldi al bancomat, andare a casa sua e pagare la colf. Del resto essere assistente consiste anche in questo (???). Una sera, dopo un’estenuante giornata, le viene chiesto di rimanere in ufficio fino a tarda notte. La ricompensa? Non una bella cena. E nemmeno un giorno libero. Bensì 5 miseri pound per comprare delle coca cola, per rimanere svegli.

Ah, ovviamente la mia amica non è mai stata pagata.

Questo è il destino che tocca a moltissime persone che abbiano l’ambizione di voler far parte di un mondo che di nobile ha ben poco. Nel mio piccolo, proprio per questo motivo, cerco sempre di trattare colleghi, assistenti, vari ed eventuali con il maggior rispetto possibile.

In ogni caso, alcuni assistenti rientrano per forza nella categoria Piccoli Mostri. Si tratta di coloro che subiscono le peggiori ingiustizie e pensano che sia giusto così e anzi, più vengono maltrattati e trattati come bestie, più sono contenti. Questo servilismo, come tutti gli altri, è davvero il peggio del peggio. Non diventerete mai nessuno, mettetevelo bene in testa.

Illustrazioni di Michela Buttignol.