I PR – Parte Seconda.

Eccomi di nuovo qui, con la seconda attesissima parte sui PR. Questa settimana ho ricevuto talmente tante mail di ringraziamento che mi sembra quasi di aver fatto un’opera di beneficenza. E pensate, ho detto soltanto la verità! La volta scorsa eravamo arrivati al punto 4, ne rimangono altri 4 su cui soffermarci un attimo…

Punto 5. L’estetica del PR. Quando si parla di vestiti la questione diventa scottante. Ognuno ha più o meno uno stile che tiene tantissimo a definire personale e distintivo, ma a parlarsi chiaro, di personalità in giro ne vedo ben poca. La mise tipica da PR va dal super lustrato con abito di questo o quel designer fighissimo, al finto trasgressivo/trasandato, il peggio del peggio. Si, perchè se non hai gusto e soprattutto un estro da mostrare agli altri, devi inventartelo o copiarlo da chi va per la maggiore. E allora giù di magliette di gruppi di cui non hanno ascoltato nemmeno una canzone e strappi random su jeans nuovi di zecca costati centinaia di dollaroni. Eh si, c’est la vie.

Punto 6. Il percorso sociale. Un mistero svelato a pochi, pochissimi eletti o forse a nessuno. Sì, perché c’è chi inventa storie epiche e improbabili del tipo “dall’elemosina alle vette dell’alta società” e chi più semplicemente non parla del suo passato perché non è abbastanza TOP. Ed è proprio lì che si scovano gli scheletroni nel’armadio: fior fior di lavori nelle discoteche di Rimini e Riccione a suon di house music d’annata, Richmond come stilista preferito e perché no, un bel barboncino in una borsa leopardata fake. Però adesso ascoltano i Joy Division, eh!

Punto 7. L’entrata in discoteca. Quel muro invalicabile per molti, aperto sempre per altri, nonostante la fila. Quante volte avete visto questa scena? Gruppo di ragazzi, vestiti in maniera normale, rimbalzati all’entrata perché non abbastanza cool e soprattutto non accompagnati da fighette sorridenti. E non sto parlando di tamarri o damerini della Bocconi, sto parlando di gente NOR-MA-LE. È proprio in questi momenti che si verificano quegli episodi di violenza descritti nel punto 2 della scorsa puntata. Oppure la gente si convince di non essere all’altezza di certi posti ed è proprio per loro che scrivo questi post. Non siete delle merdacce, non vi preoccupate, sono loro che hanno raggiunto un livello di topperia Pro (benedetto sia chi ha inventato le licenze poetiche).

Punto 8. Oggi esisti, domani chissà!

E con questo vi lascio.

Illustrazioni di Michela Buttignol.