I Blogger.

Di un paio di cose siamo certi, quando parliamo della razza “Blogger”: sono amanti della pratica amatoriale della fotografia allo specchio, preferiscono essere immortalati mentre fanno saltini di gioia o fingono stupore, hanno sempre un guardaroba variegato in cui cercano di mescolare in maniera più o meno ardita tutti gli stili – dal punk, al dark, al new age, all’hippy, al preppy e chi più ne ha più ne metta – ma soprattutto, sì soprattutto hanno i loro fedelissimi followers.

Certo anche a loro sarebbe opportuno dedicare un ampio capitolo di questa rubrica, ma per il momento ci limiteremo a catturarne le caratteristiche essenziali: sono quella categoria senza arte nè parte (non che i blogger ne abbiano…) che vive nell’ombra delle imprese eroiche dei propri beniamini, lasciando alla fine di ogni commento fatto di lusinghe e velata o palese adorazione, il link al proprio misero, insulso blog, sperando che qualcuno, mosso da pietà, ci clicchi sopra, accorciando di un millesimo la loro scalata verso il successo.

I nomi sono dei più vari e contengono all’80% parole come: fashion, victim, polka dots, love, sweet, chic… roba da volta stomaco. La loro più grande colpa è proprio quella di aver pigiato quel dannatissimo tasto “Follow”, che ha decretato la figura del Blogger come nuovo santone della moda degli anni 2000. Blasonatissime case di moda, dalla più trash alla più autorevole, sono diventate più che barboncini al seguito di questa o quella “icona di stile” che riceve in dono rifornimenti per un anno di scarpe, borse, abiti o addirittura automobili, perchè loro valgono.

Sì, alla faccia della povertà, loro muniti solo della propria gretta ignoranza e cattivo gusto, siedono sempre in prima fila alle sfilate e realizzano speciali collezioni in collaborazione con questo o quel designer, che anche un cieco si accorgerebbe di quanta poca creatività e buon gusto ci stia dietro. Siamo arrivati al paradosso: portando alto il nome di Coco Chanel come baluardo dello “Chic” – e aggiungerei, non conoscendone nemmeno l’abc – questi piccoli mostri sgomitano nel fashion system affamati di notorietà e… grandi, succulenti, coloratissimi banner di pubblicità da porre sui loro blog.

Per non parlare poi, in tema di piccoli mostri, del fenomeno “Teen-Blogger”. Avrei preferito non toccare questo argomento a dir poco macabro, ma per dovere di cronaca dovrò documentarvi anche su queste piccole, malefiche creature. Hanno tra gli 11 e i 16 anni. Ci sono i maschietti che portano tacchi alti 12 cm (si sentiranno forse bassi? chissà…) e le femminucce che invece di godersi una bella infanzia all’insegna delle Barbie e delle uscite con le compagne di scuola, preferiscono circondarsi di 50enni che pendono dalle loro labbra, come se fossero Nostradamus. Come vedete, il fenomeno è più grave di quanto sembri. Se il successo di tutti i “tipi” che ho descritto fosse dettato da reali meriti, saremmo i primi ad apprezzarli e imparare (come per altro facciamo con quei pochi che fanno un ottimo lavoro). Ma vedere delle bionde ossigenate che fino al mese scorso si vantavano della propria abbronzatura allampanata e della ricostruzione con french ai piedi, fa sperare che questo sia soltanto un brutto sogno.

Oh no, è proprio la realtà!

Illustrazioni di Giulia Cerini