Maurizio Camagna.

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Maurizio Camagna nasce nel 1963 e si appassiona, fin da bambino, alle cose che si possono smontare e quindi rimontare. Si innamora della musica per via di un 45 giri di “La bambola” di Patty Pravo che ascolta nella fonovaligia dei genitori fino a farli impazzire. Da grande è fonico, provider e infine, dal 2001, fotografo (anche) di musicisti (anche) nudi. Tutti i suoi lavori hanno avuto, al centro, il medesimo oggetto: un computer.
Come fotografo non si è mai ritenuto in grado di usare al meglio la pellicola e ha sempre fatto tutto in digitale: scattare, elaborare, consegnare.

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Ora dice di divertirsi come pochi a fotografare la sua Milano utilizzando un iPhone 4 e l’app ShakeItPhoto.
I suoi scatti sono perfetti, i colori non trattati sono, a seconda dei casi, vividi o spenti, come quelli delle polaroid analogiche.
Eccezionali per simmetria e precisione mai fredde, gli scatti di Maurizio Camagna raccontano la Milano architettonica dalla casa popolare all’ingresso signorile senza dimenticare le zone dismesse o in costruzione.
Piscine private, balconi, finestre, ascensori, bagni dei locali, lampioni… e ogni tanto anche istantanee non milanesi.

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