Umberto Eco, 2009.

Umberto Eco è più saggio di Grande Puffo e Gandalf il Grigio messi insieme. Su qualunque argomento ne sa più di voi e dei vostri amici. Umberto Eco è uno scrittore, un filosofo, un accademico, un semiologo, un massmediologo e bibliofilo. Insomma Umberto Eco “è”.

Una volta in un’intervista dovette rispondere alla solita domanda idiota alla quale, prima o poi tutti, fosse anche il giorno della nostra morte, saremo chiamati a rispondere :

“Se dovesse andare su un’isola deserta cosa si porterebbe?”

E Lui, Lui col suo evocativo cognome di tre lettere ha risposto, serafico: “L’elenco del telefono.”

Vedete, le persone intelligenti si vedono dal fatto che hanno risposte intelligenti anche a domande molto stupide.

Tanto ama gli elenchi Mr. Eco, che ci ha scritto su un libro intero. Un saggio denso, di 408 pagine, edito da Bompiani, che vi farà vergognare della vostra miserrima listuccia della spesa.

In pratica è una lista delle liste, una summa listae. Liste di cose concluse e liste aperte che suggeriscono quasi la dimensione dell’infinito. Elenchi stesi dai grandi della letteratura (Dickens, Joyce, Allan Poe, Neruda, Prevert, Rimbaud, Wilde…) e liste visive, che sfondano la cornice dei quadri in cui sono recluse e invadono l’occhio come una sequenza di vagoni ferroviari lanciati a piena velocità.

Da questo meraviglioso indice illustrato si sprigiona tutto il fascino e il segreto della serie: il rassicurante eterno ritorno dell’uguale, l’orecchiabilità del ritornello, l’ossessione del collezionista, il gusto per la classificazione, l’ignota e imperscrutabile lista infinita delle stelle.

Benvenuta Moltitudine.

Dopo, fare la lista della spesa non vi sembrerà più solo un mero obbligo morale.

E la vostra collezione di tubini neri? Quasi un’istallazione di Warhol.