Orson Welles ,1973.

Il mockumentary è un genere bello.

Si tratta di finti documentari su fatti realmente accaduti o forse no.

Il film che vi proponiamo appartiene a questo genere. Il nome sembra già uno scherzo ed è una celebrazione del cosiddetto paradosso del mentitore che, dal lontano VI sec. a. C., torna a tormentarci a causa di quel geniaccio immortale di Orson Welles. Il suddetto paradosso in sostanza esprime l’impossibilità di credere alle affermazioni di qualcuno che, per sua stessa ammissione, si dichiara essere un bugiardo.

Comprereste un’auto da un uomo che nel 1938 diede una spinta alla sua carriera annunciando la minaccia di un’imminente invasione aliena alla radio? Orson è un così bravo persuasore che gli americani gli credettero e fu il panico.

Ah! Che inguaribile canaglia! Che simpatico guascone!

” Per quello che ho fatto sarei dovuto finire in galera, invece, sono finito ad Hollywood”. Ragazzi, che classe.

E come poteva da cotanto genitore nascere una produzione mediocre? Impossibile.

Se siete dei bugiardi questo film è la vostra celebrazione. Se siete degli onesti, svegliatevi e imparate dal migliore.

Welles compone un affresco complesso nelle cui trame si intrecciano le vicende di un falsario d’arte di professione che vive ad Ibiza (quando vivere ad Ibiza era ancora il massimo del coolness), di un falsario di biografie che insegue un ambiguo miliardario e… di Pablo Picasso. L’autore gioca con noi come un prestigiatore, ci ipnotizza finché il confine tra vero e falso diviene indiscernibile e ogni elemento è frutto di una manipolazione.

Se credete di sapere cos’è l’arte dovrete ricredervi e inchinarvi dinanzi al monologo di Welles ai piedi della cattedrale di Chartres e quando penderete dalle sue labbra come bravi chierichetti Orson non vi risparmierà la stoccata finale: “Negli ultimi 17 minuti non ho fatto altro che mentire.”

Rassegnatevi. Lui è più intelligente di voi anche da morto. Dopo quest’ora e mezza vi inginocchierete davanti alla sua tomba : “Orson allora che cos’è la verità?”

“Realtà è lo spazzolino da denti che vi attende a casa nel bicchiere.”