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L’agitazione e l’emozione crescono mano a mano che ci avviciniamo all’inaugurazione di quella che sarà la prima mostra che riunirà gran parte delle illustratrici di Cosebelle, ragazze così diverse tra loro legate da un profondo amore per l’illustrazione in ogni sua forma. In questo spazio ve le presentiamo una ad una, raccontandovi qualcosa di loro e mostrandovi alcuni loro lavori.

Oggi lasciamo la parola a Marianna Zanella, aka Mariuska. Marianna è un’illustratrice e designer veneziana di 25 anni che vive tra Berlino e Venezia. Laureata alla facoltà di Design & Arti IUAV di Venezia, dopo la laurea si trasferisce a Berlino, dove ha incominciato a ritrarre personaggi famosi nell’ambiente della moda nella capitale tedesca. E’ così che l’anno scorso è stata protagonista di una mostra personale alla Galleria F37 con una serie di 43 ritratti. Mariuska disegna in un modo non ascrivibile al solo mondo del Fashion. Per lei, l’ispirazione nasce da ogni cosa che la circonda, con l’unico scopo di “catturare l’essenza delle belle cose nella vita (dalla moda alle persone, al cibo e all’amore) usando poche linee. Per Cosebelle Marianna illustra la moda, coniugando la passione per l’illustrazione al suo background di designer.

CB: Da cosa cominci quando inizi a lavorare su un’illustrazione o su un progetto?

MZ: Tutto ciò che mi circonda, lo stile delle persone, le mie esperienze di vita, quello che ho amato, quello che ho odiato, potrebbe essere perfino il ricordo di un cibo: è questo che costruisce la mia cultura visiva. Direi che il punto di partenza è una sorta di “cartella immagini” che sta dentro la mia testa e dove al suo interno sono conservate le memorie di cui ho bisogno per elaborare un’illustrazione, è chiaro poi che essendo la mia formazione quella di fashion designer, per me è naturale tradurre tutto questo in immagini di moda e di stile.

CB: C’è un posto che stimola la tua creatività, dove magari vai quando hai bisogno di ricaricarti?

MZ: Non considero la creatività sempre come un dono misterioso, come un talento che va coltivato andando alle mostre. Lo vedo piuttosto come il mio modo di interpretare, di reagire alle cose quotidiane del passato e del presente, con cui tutti i giorni mi devo rapportare. A volte è necessario essere scarichi, sentirsi a terra e l’ispirazione può arrivare. Forse bisogna essere un po’ maledetti per fare qualcosa di forte, di cui la gente si ricordi. Come nel mio ultimo lavoro Hermannplatz, il soggetto è una ragazza dai capelli rossi che vomita alla fermata della metropolitana e che io ho provato ugualmente a rendere glamour.

CB: Ci puoi dire come si svolge tecnicamente la realizzazione di un’ illustrazione e quanto tempo impieghi mediamente a completarne una?

MZ: In poche e decise linee, con una semplicità solo apparente. La tecnica è prevalentemente analogica, penna e acquerelli, acrilico a volte. Di solito ci impiego dalle 2 alle 4 ore.

CB: Un’illustratore/illustratrice che ammiri particolarmente?

MZ: Un nome. Olaf Hajek. Ma ce ne sarebbe più di uno!

CB: Una cosabella.

MZ: Ci sono sensazioni sbagliate, ma imperdibili.

L’appuntamento con le illustrazioni di Marianna e quelle di altre 10 bravissime illustratrici è a Roma dal 14 al 27 Marzo presso Pierrot Le Fou, Via del boschetto 34, Rione Monti, Fermata Cavour – Metro B